Sferisterio 2010 A Macerata Pizzi e Tourniarie fra Verdi e Vivaldi

A maggior gloria di Macerata. Non c’è dubbio, infatti, che la notorietà della città marchigiana sia notevolmente aumentata da quando, cinque anni fa, alla guida dello Sferisterio Opera Festival è giunto Pier Luigi Pizzi. Scegliendo ogni anno un affascinante tema conduttore, compattando le opere attorno a un unico dispositivo scenico - magicamente variato da titolo a titolo - e soprattutto unendo la raffinatezza del gusto alle esigenze del turismo estivo (senza spendere cifre sibaritiche), il regista e scenografo è riuscito nell’impresa più difficile: realizzare una rassegna al tempo stesso popolare e colta. «A maggior gloria di Dio», dunque, sarà il tema dell’edizione 2010 (dal 29 luglio al 10 agosto).
«Prenderemo le mosse - spiega Pizzi - dai 400 anni dalla morte di un’illustre maceratese, il gesuita Matteo Ricci, evangelizzatore della Cina, e in Cina più noto e amato di Marco Polo». Attorno alla lotta fra Bene e Male, e al fine edificante della musica, ruoteranno così i titoli in cartellone: il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, «autore modernissimo»»; il Faust di Gounod, i verdiani Le forza del destino e I Lombardi alla prima crociata, tutti per la regia, scene e costumi dello stesso Pizzi (e con stelle del calibro di Michele Pertusi, Dimitra Theodossiou, Roberto Scandiuzzi, Carmela Remigio, unite alle bacchette di Marco Mencoboni, Jean-Luc Tingaud, Daniele Callegari), l’intrigante dittico costituito dalla Juditha triumphans di Vivaldi e Attila di Verdi, uniti nella stessa serata per la direzione di Guillaume Tourniaire e la regia di Massimo Gasparon. «Non sono i soliti titoli che troviamo nelle arene estive - analizza Pizzi -. Ma neppure scelte snob o astruse. In quattro giorni consecutivi offriamo quattro opere diverse. E per sottolineare la finalità culturale e popolare assieme dei nostri sforzi, tutte le produzioni saranno sopratitolate».

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