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La sfida Diritto al lavoro, nasce l’agenzia di collocamento per detenuti

Puntare alla «rieducazione del condannato», sulla base di quanto previsto dalla nostra Costituzione, attraverso il suo reinserimento nel mondo del lavoro. È l’obiettivo dell’Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro detenuti ed ex detenuti (Anrel), progetto che ha avuto adesso il varo definitivo al ministero della Giustizia, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Gianni Letta e del ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Destinatari, in via sperimentale e per un percorso triennale, sono i detenuti e gli ex detenuti delle Regioni Sicilia, Campania, Lazio, Lombardia e Veneto - che ospitano oltre la metà della popolazione carceraria in Italia - con il coinvolgimento attivo dei nuclei familiari dei soggetti coinvolti. Sono oltre 68mila oggi i detenuti nelle carceri italiane: di questi 7.500 lavorano in parte alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria, in parte per datori di lavoro esterni o in proprio (dati DAP).
Nella prima fase il progetto porterà ad un ampliamento dell’anagrafe della popolazione carceraria (banca dati) fino a 6.000 soggetti, ad un aumento del numero di detenuti avviati al lavoro pari a 1.800 soggetti e all’ampliamento del numero di imprese costituite da detenuti che, nel primo triennio dovrebbero essere già più di 100. Nel corso degli anni, si potrà inoltre procedere in modo graduale al coinvolgimento di altre regioni italiane.
Saranno immediatamente avviati contatti per la proposta, il coinvolgimento e l’accesso dei detenuti al progetto mediante apposita informativa: a 6 mesi dall’avvio del progetto è prevista la partenza dei percorsi di formazione, soprattutto nel settore dell’agricoltura, dell’artigianato, dei servizi e della ricettività e ristorazione.

Il lavoro con i detenuti inizierà già durante il loro soggiorno in carcere: nelle 5 regioni coinvolte saranno creati centri di coordinamento sul territorio e centri di consulenza. Dei 1.800 detenuti che saranno avviati al lavoro, 1.100 verranno introdotti in cooperative sociali.

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