«Shangai in fiamme», il videogioco Usa che irrita la Cina

Il kolossal dei giochi d'azione, «Army of Two - The 40th Day», vede protagonisti due mercenari Elliot Salem e Tyson Rios, che devono mettere a ferro e fuoco l'importante città cinese, riprodotta alla perfezione grazie a nuovi software

Non bastavano i problemi tra Google e il governo cinese o la polemica nata dall'intervento di Hillary Clinton contro la censura del web, giudicato «lesivo dei rapporti con gli Stati Uniti», a infiammare ulteriormente i rapporti tra le due super potenze ci si mette ora anche un videogioco, considerato tra i più «politically incorrect» della storia e soprattutto fonte di grave imbarazzo per l'amministrazione di quella che è storicamente una delle più importanti città della Cina, Shanghai. Considerata la «Perla dell'Oriente», ma anche sotto la lente di ingrandimento per essere uno dei crocevia della corruzione e della criminalità internazionale, la città è lo scenario dove si svolge il secondo episodio di questo kolossal dei videogiochi d'azione, «Army of Two - The 40th Day», dove i protagonisti sono due mercenari Elliot Salem e Tyson Rios, già amatissimi dal popolo del web (oltre 75 milioni di pagine dedicate e le centinaia di migliaia di sostenitori all'interno del social network Facebook - 15 mila nella sola Italia). I motivi di questo «imbarazzo» che rischia di trasformarsi in una ennesima crisi diplomatica è la trama, considerata fortemente lesiva dell'immagine di Shanghai e della Cina tutta, almeno secondo indiscrezioni riportate da Shanghai Today: i due «contractors» protagonisti del gioco che, nel primo episodio svolgevano la loro missione contro il terrorismo, ora non hanno ragioni patriottiche, ma esclusivamente economiche. A ingaggiarli è un gruppo «privato» che ha bisogno delle loro abilità per garantire i propri interessi nell'area. Una storia semplice che dà il via a una vera e propria apocalisse che mette a ferro e fuoco Shanghai, evidenziando i lati più oscuri. Il tutto condito da un realismo estremo: ogni zona di Shangai è stata ricostruita con una veridicità grazie alle più recenti rilevazioni satellitari. Per il sito www.shanghaiist.com è proprio l'iper realismo del gioco per quanto riguarda i «lati oscuri» dell'amministrazione e del tessuto sociale, che sembra aver scatenato più di un malumore perché getterebbe una luce negativa su Shanghai. La dimostrazione di questo «poco apprezzamento» da parte dell'amministrazione di Shanghai e sembra dello stesso sindaco, se ancora ufficialmente non si è trasformato in una presa di posizione ufficiale sul gioco, si esplica nel fatto che si sono immediatamente arenate le procedure che sono alla base dell'approvazione di Army of Two perché possa essere distribuito anche in Cina. Ma c'è anche chi sottolinea che la vera motivazione sia la presenza dei due protagonisti del gioco: recentemente il «LA Times» parlava proprio dell'utilizzo da parte del governo cinese di mercenari per rinchiudere i propri cittadini nelle cosiddette «black jails», ovvero carceri segreti dove vengono di fatto fatti sparire personaggi scomodi, a partire dai «contestatori».
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