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Siamo tornati allo show "cristiano e democratico"

Che pensare del no ad Al Bano Carrisi o dell'oblio verso Katia Ricciarelli?

Siamo tornati allo show "cristiano e democratico"
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Nuntio vobis il festival cristiano e democratico. Carlo Conti ha comunicato la svolta del torneo, finalmente fedele ed egualitario, non ha detto Diccì ma siamo nello stesso quartiere, moriremo tutti nazionalpopolari. Messosi l'anima in pace, tornati ai migliori anni Cinquanta della nostra vita, Conti vuole un festival di tutti. O quasi. Ad esempio, quelli che non hanno ricevuto l'invito, sedotti e abbandonati. Evito i Jalisse, in lista d'attesa eterna, come qualunque cittadino per una visita specialistica ospedaliera, ma che pensare del no ad Al Bano Carrisi o dell'oblio verso Katia Ricciarelli? Ma come? Si onora Pippo Baudo e ci si dimentica di mandare la partecipazione alla sua ex consorte? E, dico io, il cantante salentino che debuttò a Sanremo, già presentato dallo stesso Baudo nel '68 e poi vinse l'edizione dell'84, ancora e sempre con Pippo conduttore, non avrebbe meritato una telefonata, una mail, una pec? Niente, nessun messaggio di cortesia, "ma perché anche il silenzio sta parlandomi di te" (Nel sole, 1967) "dopo questa vita che si dimentica di te" (Ci sarà, 1968). O Carlo Conti è un Tale e Quale, copia dell'originale, oppure è proprio lui, un ingrato come pensa la succitata Ricciarelli che per diciotto anni ha con-vissuto con Baudo,come minimo un mazzo di fiori ed una scatola di cioccolatini. Il direttore va capito, non ci sono più poltrone libere, soltanto posti in piedi, il festival è come Inter-Milan, tutto esaurito, incasso record, bruciati biglietti omaggio, tribuna autorità affollata, prima fila tutta occupata da Rai, minuto per minuto.

Gli assenti se ne facciano una ragione, è un male necessario, come cantano Fedez&Masini, sarà per il prossimo anno, senza Carlo Conti, magari, con un omaggio a Mike Bongiorno e, per favore, non dimenticatevi di invitare Sabina Ciuffini. Allegria!

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