Sicilia, è guerra tra Pd e Idv: il caso Gela alza i toni dello scontro

Nella cittadina in provincia di Caltanissetta si vota a fine maggio e i democratici corrono divisi con i due candidati che hanno partecipato alle primarie: quello che ha vinto ha il simbolo ed è alleato del Mpa, il perdente sta con l'Udc.I dipietristi: «È una questione morale e politica»

Dopo l'ufficializzazione, col «sì» alla Finanziaria regionale, dell'inciucio col governatore eletto dal centrodestra Raffaele Lombardo, i rapporti non sono stati teneri. Ma ora in Sicilia, tra Idv e Pd, è guerra aperta. Oggetto dell'ennesimo scontro, le elezioni comunali che si terranno a fine mese a Gela, grosso comune della provincia di Caltanissetta. Il motivo? Un paradosso alla siciliana, che ha finito con l'escludere da tutti i lati Di Pietro e compagni. A Gela infatti, dove primo cittadino uscente è il Pd con l'eurodeputato Rosario Crocetta, i democratici giocano al raddoppio - o all'autodistruzione, a seconda dei punti di vista - e sono in campo con ben due candidati, gli stessi che hanno partecipato alle primarie: il vincente, Angelo Fasulo, consigliere provinciale, è il candidaro ufficiale, sostenuto col simbolo dal partito e alleato con l'Mpa, il partito autonomista di Lombardo. Ma lo sconfitto delle primarie, il deputato regionale e presidente dell'antimafia all'Ars, Lillo Speziale, ha deciso di correre ugualmente con la lista «Democratici per Gela», che per l'occasione si è alleata con l'Udc. Risultato: i dipietristi, in rotta tanto con Mpa tanto con Udc, sono rimasti fuori da tutto. E non l'hanno presa bene.
A intervenire sono stati Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando in persona. «Quanto accaduto a Gela - scrive Tonino in una lettera aperta sul suo blog indirizzata al segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani - è di una gravità tale da imporre una chiara denuncia e un richiamo di responsabilità. A Gela il Pd presenta due candidati a sindaco della più grande città siciliana interessata dalle elezioni di fine maggio: uno, Speziale, alleato con l'Udc di Totò Cuffaro e l'altro, Fasulo, alleato con il Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo. L'Idv - ricorda Di Pietro - aveva raggiunto una chiara e pubblica intesa con il candidato a sindaco, dr.Fasulo, espressione delle primarie, candidato "ufficiale" del Pd, avendo ottenuto l'impegno, da parte dello stesso, che non vi sarebbe stata incoalizione nè la lista dell'Mpa di Lombardo, nè altre liste di centrodestra». Ed invece, «poche ore prima della scadenza del termine per il deposito delle liste, il candidato "ufficiale" del Pd ha comunicato di avere scelto di allearsi con il Movimento di Lombardo, mettendo l'Italia dei Valori in condizioni di gravissima difficoltà che hanno portato alla esclusione della lista Idv». Secondo Di Pietro l'accaduto è «la fotografia di un Partito democratico, che in Sicilia è travolto ormai da una gravissima crisi di credibilità e da una questione morale». Sulla stessa linea anche il portavoce nazionale dei dipietristi Orlando.
Ma il Pd siciliano rispedisce le accuse al mittente: «L'Idv ha incomprensibilmente scelto di alzare un inutile polverone sulle elezioni di Gela - sottolinea il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo - attaccando il Partito democratico e abbandonando, come in altri comuni, la coalizione di centrosinistra. Per battere la destra in Sicilia alle prossime elezioni amministrative è utile che il centrosinistra allarghi le alleanze sulla base di programmi comuni. Questa scelta è condivisa anche a Gela dai candidati della lista dell'Idv che sosterranno il candidato sindaco del Pd Angelo Fasulo. Risultano per questo ancor più infondate le dichiarazioni degli onorevoli Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando. Mi auguro - conclude Lupo - che sia ancora possibile arrivare ad un chiarimento con Idv ma respingiamo ai mittenti gli attacchi inaccettabili e pretestuosi rivolti al Pd siciliano e ai suoi dirigenti che stanno lavorando bene, per costruire in Sicilia l'alternativa al berlusconismo».

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