da Milano
Siena «apre» alla possibilità di individuare una sposa per il Monte Paschi. A lanciare il segnale è la fondazione Mps che, in sostanza, è disponibile a diluire la propria quota (58% del capitale) se arriverà unoccasione giusta per Rocca Salimbeni. «In linea di principio si può scendere» ha sostenuto il presidente dellEnte, Gabriello Mancini, alla presentazione del bilancio di missione 2005.
Per le eventuali aggregazioni non ci devono, tuttavia, essere «soluzioni precostituite» prosegue Mancini sottolineando come nel panorana italiano ci sia un elemento di novità. «In Banca dItalia cè un clima diverso di cui tenere conto», ha spiegato il banchiere con un riferimento perlomeno implicito agli anni in cui Via Nazionale chiedeva allEnte una discesa al 20% del capitale per dare via libera al matrimonio con Bnl poi naufragato. Il nuovo clima con Draghi, ammette Mancini, «consente di muoversi meglio». Mps «ha messo a punto un piano industriale ambizioso che noi condividiamo e sosteniamo», ha proseguito il banchiere aggiungendo quanto alla crescita esterna della banca che «al momento opportuno» saranno visti «i dossier». Anche se la crescita di Banca Mps «deve coniugarsi con la salvaguardia dellindipendenza strategica e del legame con il territorio». Il presidente della Fondazione si è quindi speso affinché sia cancellata «al più presto» la sterilizzazione del diritto di voto degli Enti nelle assemblee delle banche partecipate oltre il tetto del 30% gidicandola una norma in «palese violazione di un diritto costituzionalmente sancito».
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