Il silos infiamma via delle Ginestre

Roberta Gallo

No al silos in via delle Ginestre. Gli abitanti della strada che da via Bobbio sale fino a via Burlando sono scesi sul sentiero di guerra contro una ventilata ipotesi di costruzione di un mega parcheggio proprio all'inizio della via. La zona interessata sarebbe quella tra il Supermercato di Lombardini Discount e Passo Bascione. Qui, nel giro di pochi giorni, sono spariti gli alberi che crescevano oramai incolti da tempo e, un pomeriggio, pare siano stati visti dei tecnici prendere delle misurazioni.
«Così le persone si sono subito allarmate - racconta Maurizio Uremassi, capogruppo di Forza Italia nella IV Valbisagno - e ci hanno prontamente avvisati. Il problema è che noi come circoscrizione siamo all'oscuro del progetto. Io ho subito provveduto a fare una interrogazione al presidente di circoscrizione Giacomo Musso e alla dottoressa Paola Gamberini. Ma, fino ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta».
La parte della collina interessata al mega garage, sembra infatti a rischio frane. «Un po'come tutta quella zona. - continua Uremassi - È un versante collinare molto costruito, forse fin troppo, e adesso, andare di nuovo a scavare potrebbe davvero diventare pericolosissimo». «Da sempre - aggiunge Eugenio Bolleri, capogruppo della Lega Nord al consiglio di circoscrizione di via Molassana - si parla di zona idrogeologicamente instabile. Lì non abbiamo mai approvato nessun tipo di progetto invasivo che prevedesse ulteriori costruzioni. Ci siamo sempre battuti per realizzare delle zone verdi, come è stato per i giardini Di Tommaso». Così Bolleri e Uremassi, muniti di macchina fotografica, sono andati a scattare alcune istantanee per dimostrare alla civica amministrazione che il cantiere sta per iniziare. «Ci sembra strano - continuano - che tutto avvenga alle spalle del Comune. Qualcuno deve aver dato dei nulla osta ed essere quindi a conoscenza del progetto. Non capiamo perché al momento nessuno però ci risponda e, nonostante sia agosto, giornalmente ci siano persone che vanno a controllare quel fazzolettino di terra e, alle nostre esplicite richieste, non ci diano delle risposte soddisfacenti».