La sinistra si affida alla Consulta per non far votare il Pdl nel Lazio

RomaCuriosa efficienza della Regione: in barba al riposo domenicale, la giunta laziale di centrosinistra affila i coltelli e, dopo una riunione straordinaria, annuncia la guerra a suon di carte bollate. Sarà ricorso alla Corte costituzionale per affossare il cosiddetto decreto salva-liste. Sebbene il vicepresidente reggente della Regione Lazio Esterino Montino si danni per definire la decisione «scelta istituzionale, non politica, che riafferma il principio del rispetto delle prerogative della Regione», è chiaro l’intento del governo laziale: espellere una delle due forze in campo. Montino spiega: «Riteniamo illegittimo il decreto legge varato dal governo, perché va oltre le proprie competenze, invadendo le prerogative della Regione». E ancora: «La legge elettorale non ha mai avuto bisogno di interpretazioni in tanti anni ma la si interpreta solo adesso». La candidata del Pdl, Renata Polverini, intanto fa spallucce: «Montino farà i passi che ritiene opportuno fare. Mi meraviglia però che la battaglia non sia sui temi elettorali».
Nel centrodestra sembra che l’ottimismo non manchi. Ostenta ufficiale sicurezza, la Polverini, sulla sentenza del Tar del Lazio che oggi pomeriggio dovrebbe riammettere la lista romana del Pdl. L’udienza davanti ai giudici della II sezione bis comincia alle 9,30. Entro le 16 andranno poi ripresentate le liste. Altrimenti sarà caos. Una giornata campale perché l’eventuale riammissione farebbe recuperare punti persi dall’ex sindacalista nel marasma dei giorni passati. Ma il tempo stringe e l’elettorato mormora. Nel frattempo l’attuale giunta annuncia il ricorso alla Consulta per conflitto di competenze e l’italico teatrino prosegue più folcloristico che mai. Ma la Polverini non si demoralizza e pronostica: «Ho detto da subito che ero fiduciosa, mi pare che stiamo andando verso la soluzione. E una volta riammessi, da domani si torna a lottare ad armi pari».
I tempi del Tar saranno brevi. La sentenza sarà emessa «in forma semplificata», ovvero con abbreviazione dei termini. Nella prima mattinata si riuniranno i legali in attesa della Camera di consiglio del Tar. Pochi nel partito hanno dubbi su quale sarà l’orientamento dei giudici amministrativi, alla luce del cosiddetto decreto salva-liste. Qualcuno rileva però come, dando il decreto delle indicazioni di orario, questo darebbe in ogni caso indicazione all’Ufficio centrale circoscrizionale (cioè dove vanno consegnate le carte) di tenere aperto fino alle 20 e quindi di accogliere le liste, a prescindere dal pronunciamento. In giornata sarà depositata l’istanza con cui il Pdl richiede ai carabinieri di farsi restituire il plico con le firme e le liste, rimasto in Tribunale da sabato scorso, che sarà dissigillato pubblicamente per allontanare ogni sospetto come anticipato dal coordinatore regionale Vincenzo Piso. Il plico, che sarà ritirato da Piso assieme al responsabile elettorale Pdl Abrignani e con i due presentatori di sabato scorso Alfredo Milioni e Giorgio Polesi, sarà poi depositato in Tribunale, che a quel punto si prenderà 24 ore per esaminarlo e approvarlo. Ma nel Pdl c’è la volontà di chiudere oggi, perché questi sono i tempi previsti dal decreto. Se oggi al Tar il giudice accettasse di ricorrere alla Corte costituzionale la confusione diverrebbe enorme. Il decreto interpretativo andrebbe alla Consulta e il procedimento verrebbe sospeso.

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