Via Solferino Ventenne ubriaco precipita dal terzo piano dell’ostello

È risultato positivo al narcotest e all’alcoltest lo studente inglese di 22 anni precipitato, poco prima dell’alba ieri, dal balcone di un ostello nei pressi della stazione Termini. I risultati degli esami effettuati in ospedale hanno evidenziato una forte presenza di alcol e chetamina nel suo sangue. Il giovane ancora in prognosi riservata sembra però non corra pericolo di vita. Nel volo dal terzo piano dell’hotel di via Solferino ha riportato fratture costali, vertebrali, della scapola ed un edema cerebrale. Con l’arrivo dei test di droga ed alcol sembra prendere quindi sempre di più corpo l’ipotesi che il giovane sia caduto accidentalmente dal balcone della stanza. Anche le testimonianze raccolte dalla polizia fino a questo momento sono orientate in questo senso. E le testimonianze di alcuni giovani con i quali lo studente inglese divideva la stanza descrivono il suo arrivo in hotel in uno stato «di forte alterazione psicofisica». Lo studente inglese, arrivato nella capitale da solo domenica mattina, sarebbe infatti rientrato in hotel attorno alle tre ed avrebbe infastidito alcuni giovani che già dormivano prima stendendosi su di un letto che non era il suo, poi stendendosi in terra ed infine sedendosi sul davanzale della finestra. Gli altri giovani però non avrebbero fatto caso a quest’ultimo particolare e si sarebbero riaddormentati. Solo al risveglio hanno saputo dell’incidente. «Sono stato svegliato da una telefonata della polizia che mi pregava di recarmi immediatamente all’hotel. Ho pensato a una rapina e invece quando sono arrivato c’era ancora il ragazzo sdraiato per terra» ha riferito, scosso, il titolare dell’Ostello di via Solferino. Non so spiegarmi come sia potuto succedere, con tutta probabilità aveva bevuto qualche bicchiere di troppo e si é sporto dalla finestra perdendo fatalmente l’equilibrio. Mi dispiace tanto per lui. Purtroppo a quell’ora non c’era nessuno in strada, immagino che sia stato per terra un bel po’ prima che alcuni passanti chiamassero i soccorsi». A quanto si apprende, il ragazzo divideva la stanza dell’ostello con un’altra persona. «Nessuno ha sentito il tonfo - aggiunge il titolare - né gli altri ospiti dell’albergo, né tantomeno il portiere. La reception si trova al primo piano e non affaccia sulla strada a quell’ora poi non sono aperti neanche i bar».

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