La politica si mobilita in sostegno del quartiere Rogoredo e della polizia dopo che lunedì pomeriggio un marocchino con precedenti per spaccio è stato ucciso da un colpo sparato da un poliziotto. "Mi ha puntato una pistola contro (poi rivelatasi a salve, ndr) e io ho sparato", ha messo a verbale l'agente, che è indagato per omicidio volontario. "Stamattina sono venuta al commissariato di polizia Mecenate - ha spiegato ieri il vicesegretario della Lega, Silvia Sardone -, i cui agenti sono stati coinvolti nella sparatoria in cui è stato colpito uno spacciatore nordafricano pregiudicato. Ho espresso, insieme al responsabile per la sicurezza Lega Milano, Davide Ferrari Bardile, vicinanza e solidarietà al dirigente del commissariato e agli uomini e alle donne in divisa".
Continua la consigliera del Carroccio: "Per quanto ci riguarda il poliziotto che ha sparato, meriterebbe un premio per il suo intervento, non certo un'indagine. Il nuovo pacchetto sicurezza voluto dalla Lega prevede una norma per evitare indagini automatiche per gli agenti che si difendono. Purtroppo stiamo vedendo su alcuni giornali di sinistra attacchi inaccettabili all'agente coinvolto e a chi gli ha espresso solidarietà. Noi crediamo invece che tutelare le nostre forze dell'ordine mentre svolgono il proprio lavoro sia un'urgenza".
Mentre il deputato di Fratelli d'Italia, Riccardo De Corato, annuncia: "Fra due giorni (domani, ndr) parteciperò a Rogoredo alla passeggiata per la Sicurezza organizzata da Fratelli d'Italia Milano e Gioventù Nazionale per chiedere in quella zona più sicurezza. Sarò ancora una volta al fianco dei residenti della zona, esausti e arrabbiati ai quali porterò la mia solidarietà. Proprio lì, infatti, al confine con San Donato Milanese è giunto il momento di dire stop a degrado e insicurezza causato in gran parte dalla giunta di centrosinistra che nell'ultimo decennio ha saputo organizzare solamente sfilate di musica e poesia". Il ritrovo per l'iniziativa dal titolo "Stop degrado a Rogoredo e San Donato-Passeggiata per la sicurezza" è in largo Redaelli, stazione di Rogoredo, domani alle 19.
Intanto in Procura entrano nel vivo le indagini sul caso del 28enne ucciso. L''inchiesta della Squadra mobile, coordinata dal pm Giovanni Tarzia, prevede una luna lista di accertamento. Fin qui, la prima verifica tecnica eseguita ha confermato che la distanza tra lo spacciatore e chi gli ha sparato era di circa 30 metri. Come aveva messo a verbale l'assistente capo indagato, che si è affidato all'avvocato Pietro Porciani.
Nei prossimi giorni sono previsti l'autopsia sul corpo della vittima, gli esami tossicologici, gli esami balistici e le verifiche sia sui telefoni cellulari sequestrati sia sull'arma impugnata dal giovane ucciso. Gli inquirenti cercano infine eventuali testimoni oculari e immagini delle telecamere di sorveglianza che abbiano ripreso quanto accaduto.