Solo l’alga tossica fa il bagno in mare

(...) dalla famigerata alga ostreopsis, considerata tossica e potenzialmente responsabile di patologie a carico dell’apparato respiratorio per tutti coloro che osano nuotare nell’area interessata. In realtà, i casi di intossicazione da questa particolare «insalata di mare» si sono fermati a quota 1, secondo quanto hanno accertato i medici dell’Asl: altri tre casi sospetti, denunciati in queste ultime ore, hanno subito un drastico ridimensionamento, «o perché si sono verificati in zone diverse del litorale genovese, o perché i sintomi si sono rivelati di natura diversa da quelli tipici causati dall’ostreopsis». In ogni caso, «meglio vigilare», sottolinea ancora una volta Pericu. Che dal canto suo ha già voluto sfidare l’alga rompiscatole - guai a chiamarla alga killer, si finirebbe in burletta - concedendosi un bagno rinfrescante ed esorcizzante sotto l’occhio delle telecamere, ma fuori zona vietata. All’interno dei confini Quarto-Nervi, infatti, restano in vigore le pesantissime sanzioni per i trasgressori, in piena sintonia - giura Seggi - fra Comune e gestori dei diciotto stabilimenti balneari, che pure sono colpiti indirettamente e senza colpe dall’ordinanza del sindaco.
I valori che risultano dai controlli effettuati ieri, aggiungono primo cittadino e membri della giunta, sono invariati rispetto a venerdì scorso, giorno in cui è stata emessa la prima ordinanza di sospensione della balneazione. Dallorto si sbilancia sperando nello stellone: «Confidiamo - spiega - che cambino entro pochi giorni le condizioni atmosferiche di caldo eccezionale, anche per quanto riguarda la temperatura dell’acqua marina che in questi giorni ha superato i 30 gradi». Così l’ostreopsis può appassire. Seggi, invece, mette le mani avanti sui depuratori: «Ne funzionano benissimo sette su otto, solo quello di Quinto è in fase di ristrutturazione, sarà a pieno regime l’anno prossimo, ma intanto non può essere accusato di provocare la fioritura dell’alga».
Spiegazione che non convince il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Costa, risoluto nell’inviare un’interrogazione sul tema a Pericu anche a consiglio comunale chiuso: «La questione alga - sostiene il capogruppo degli azzurri nella Sala rossa di Tursi - ha provocato un grave danno alla salute dei bagnanti, ma anche all’immagine della città. Mi sembra doveroso che il sindaco risponda per chiarire quale correlazione esiste tra i fenomeni nocivi legati alla proliferazione dell’ostreopsis e il non funzionamento, graziosamente definito dal Comune revamping, degli impianti di depurazione di cui si è dotata la città». Il problema è serio, insiste Costa: «Il principio di buona amministrazione impone, alla luce delle esperienze maturate e dei suggerimenti dei tecnici, di prevedere e, di conseguenza, di programmare e prendere i provvedimenti necessari nei tempi dovuti, al fine di evitare i disagi alla comunità amministrata. In caso contrario, com’è successo - conclude Costa - ci si fa cogliere impreparati da eventi facilmente prevedibili. Tutto ciò si inserisce nel più generale aspetto della politica amministrativa del centrosinistra, e in particolare delle competenze attribuite dal Comune alle società come Amiu e Genova Acque cui è attribuita la gestione di depuratori, farmacie, bagni e, nel futuro, del temovalorizzatore. Con l’anomalia costituita dall’essere, insieme, controllore e controllato. È indispensabile, al contrario, separare la gestione dal controllo. E sarà bene che il Comune fornisca fin d’ora garanzie complete in questo senso».

Commenti