Sonja, stella del futuro sei anni e occhi di tigre

Dalla Russia a Miami per diventare una campionessa

Marco Lombardo

Anna Kournikova? È il suo esempio. Maria Sharapova? Praticamente un mito, soprattutto quando dice che è felice di vincere e, soprattutto, di «far soldi». Così lei, Sonja, si sveglia alle 7, va a scuola - metodo Montessori, naturalmente -, poi torna a casa, mangia e via in Accademia, a studiare tennis per ore e ore. Insomma, se pensate che il mondo dopo Maria Sharapova non sarà più lo stesso, ecco a voi Sonja Kenin, che è nata a Mosca ma vive a Miami e sarà la nuova stella del tennis mondiale. Predestinata.
Unico particolare: Sonja ha solo 6 anni, è giusto ai primi colpi di racchetta, ma per i suoi genitori, e non solo, diventerà, anzi dovrà diventare, la nuova numero uno. «Ma non sono preoccupato per il suo futuro - dice papà Alex, che in Russia faceva il consulente informatico e che 18 anni fa decise di fuggire in Usa con la moglie medico -. Per noi conta solo che si diverta: però per Sonja il tennis è tutta la sua vita, è lei che ce lo chiede...». Ed infatti sarà per questo che Sonja è stata portata in Florida - dove è stata scovata dal mensile Matchpoint - nella scuola di tennis di Rick Macci, l’uomo ombra del successo delle sorelle Williams. Il quale giura di avere per le mani il Fenomeno: «Mai vista una così: quando i suoi genitori mi hanno chiesto di darle alcune lezioni un anno fa sono rimasto a bocca aperta: è meglio della Capriati, assomiglia molto alla Hingis, gioca già la volée ad una mano e più tiri forte e più lei rimanda tutto». Divertendosi, naturalmente.
Così, nel frullatore del tennis femminile ora entra anche Sonja Kenin, sulla quale esiste già una letteratura tennistica degna di una campionessa: si è già allenata con gente come Courier, Venus Williams e Todd Martin, il suo film preferito è ovviamente Wimbledon, ha un sacco di amiche come Kim Clijsters e - come detto - Anna Kournikova. Tutte tenniste, of course. E per Sonja Kenin esiste una strada già segnata, che il padre ha già in testa: «Per noi all’inizio qui in America è stata dura e anche se non ho mai incontrato né Maria Sharapova né suo padre Yuri, so che anche per loro è stato lo stesso. Ora mia figlia studia qui, parla già inglese e quando si tratterà di scegliere il suo futuro credo che non ci saranno dubbi: diventerà una tennista americana».
Questione di scelta, dunque. Quella che Sonja - a 6 anni - avrebbe già fatto, almeno secondo papà: «Mi ha detto che un giorno sarà la più forte di tutte». E mentre il suo allenatore applaude («più la guardi giocare più vedi che ha la fame di successo»), la Kournikova dispensa consigli: «Un giorno si sono messe in disparte a parlare per quasi un’ora - rivela Alex -. Cosa si sono dette? Non so, cose di donne...». L’idea però c’è: magari Anna le avrà spiegato come andare in pensione a 20 anni.