"Un paese che non difende le sale e non sostiene i film, smette di sognare", ha esordito così Flavio Insinna che ha preso il testimone da Carlo Conti come conduttore, insieme a Bianca Balti, dei Premi David di Donatello la cui settantunesima edizione si è svolta ieri sera, in diretta su Rai 1, nel nuovo Teatro 23 di Cinecittà mentre fuori una sparuta pattuglia delle maestranze del movimento #siamoaititolidicoda protestava in mutande per i tagli statali al fondo cinema e continuava a gridare, come ha fatto nei giorni scorsi, al boicottaggio dei premi. Invece quasi tutte le altre associazioni del cinema, ben 39, hanno scelto un'altra strada scrivendo una lettera al Presidente della Repubblica, che l'ha fatta sua all'incontro con i candidati al Quirinale, ricordando la precarietà dei lavoratori dello spettacolo.
All'interno di Cinecittà invece la serata, aperta da Annalisa che ha cantato Bang Bang mescolandola con la sua Esibizionista e una serie di balletti e di scenografie che mettevano insieme i centurioni romani e la Marilyn Monroe di Quando la moglie è in vacanza, si è svolta in maniera composta con alcuni premiati che hanno voluto fare riferimenti all'attualità come Matilde De Angelis, Migliore attrice non protagonista per Fuori di Mario Martone, convinta che "il nostro paese sta vivendo un impoverimento importante della cultura e mi spiace che si debba umiliare una categoria come quella dei lavoratori e le lavoratrici del cinema che sono la mia famiglia". Lino Musella, miglior attore non protagonista per Nonostante di Valerio Mastandrea, ha invece allargato lo sguardo al resto del mondo dopo aver condiviso il premio con "Robert De Niro che l'anno scorso ha detto che l'arte è una minaccia per gli autocrati e i fascisti" aggiungendo di voler ringraziare "gli uomini e le donne della Global Flottilla e chi si batte contro gli orrori del mondo. Cercherò di dare del mio meglio e espormi nel lavoro e nella vita e dirò sempre: Palestina libera". In linea con la kefiah indossata da Pierpaolo Capovilla, candidato come migliore attore protagonista per il film, Città di pianura di Francesco Sossai, che sembrava dover sbancare la serata con le sue sedici candidature mentre invece, tra i primi premi annunciati, ha portato a casa solo il David per la Miglior sceneggiatura originale scritta dal regista con Adriano Candiago. Il premio per quella non originale è andato invece a Le assaggiatrici diretto da Silvio Soldini che l'ha scritta con Doriana Leondeff, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda e Ilaria Macchia.
La grazia di Paolo Sorrentino, nonostante le quattordici candidature, per una parte della serata non ha avuto alcun riconoscimento mentre La città proibita di Gabriele Mainetti ha ottenuto il David per la Miglior scenografia andato a Andrea Castorina e Marco Martucci.
I settantunesimi David di Donatello, pilotati dalla presidente e direttrice artistica Piera Detassis a fine mandato,
hanno dato conto, nelle cinquine e nei premi, di un'ampia rappresentanza del cinema italiano che ha trovato, almeno nella categoria Miglior esordio alla regia, un premio al femminile per Gioia mia di Margherita Spampinato.