Specchi di terra: il fascino naturale delle oasi segrete

Parchi naturali, storici e agricoli, nicchie e boschi, corsi d’acqua e oasi segrete per lo più sconosciute anche ai milanesi. Una ricognizione delle risorse naturalistiche ed ecologiche di un’area metropolitana in trasformazione. Tutto questo è «Parchi e fiumi», un censimento illustrato delle aree verdi della provincia realizzato dall’Associazione Interessi Metropolitani (Aim) nel corso di quest’anno, mappando non solo i luoghi, ma anche i problemi e le potenzialità che caratterizzano il presente e il futuro del paesaggio meneghino. Una sorta di atlante che, sottolinea il presidente di Aim Giuseppe Torrani, va a completare la ricerca avviata lo scorso anno con il volume «Verde a Milano» per scoprire e illustrare «un patrimonio ambientale e storico unico, da cui emerge con evidenza la stratificazione dell’operato umano nel tempo e nello spazio». Il territorio protagonista, che corrisponde alla provincia milanese, è quello compreso tra Ticino e Adda, tra la Brianza e la campagna lodigiana e pavese. Un’area che risulta quasi per metà sotto tutela ambientale: ben 95mila ettari, cioè circa 250 metri quadri di aree protette per ognuno dei quasi 3.870.000 abitanti della zona, suddivise in aree boscate lungo i fiumi o sulle colline briantee, oasi e riserve nel sud irriguo e produttive aree agricole. Un cordone verde che abbraccia la città in parte gestito dalla Regione e in parte dalla Provincia. Oltre il 40% del territorio è inserito all'interno dei sei grandi parchi regionali: Parco Lombardo della Valle del Ticino, Parco delle Groane, parco della Valle del Lambro, Parco dell’Adda Nord, parco Nord di Milano e Parco Agricolo Sud di Milano. A questi si aggiungono oltre 11mila ettari compresi nei Parchi locali di interesse sovracomunale (Plis) e qualche altro centinaio compresi nelle riserve naturali come il Bosco Wwf di Vanzago. Spazi molto diversi tra loro, ma tutti di una bellezza inaspettata. Proprio la volontà di restituire almeno in parte questo fascino è stata il primo obiettivo di Alessandro Rocca, curatore del volume, che ha scelto di dedicare ampio spazio al materiale fotografico realizzato in collaborazione con Naba (Nuova accademia di belle arti e forma). Il repertorio di immagini pubblicate è infatti nato da un'originale esperienza di didattica applicata: le foto sono state realizzate come prova d'esame dagli studenti del Master in fotografia e visual design.
Quattro le aree in cui è organizzato il volume: parchi fluviali, altopiani, brughiere e foreste; parchi della città diffusa dell’hinterland e parco agricolo nel sud irriguo. «Si è trattato di un viaggio intorno a Milano alla scoperta di paesaggi antichi e moderni, tutti profondamente contaminati dall'opera dell’uomo, dall'ingegno e dagli sprechi, dall’avidità e dalla generosità, dal lavoro e a volte anche dall'abbandono», racconta l’architetto Rocca.

Un invito a riscoprire la terra in cui viviamo realizzato anche grazie al centro studi Pim, che ha fornito parte del materiale riguardante i Plis, e delle istituzioni competenti, Provincia di Milano e Regione Lombardia.

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