Max Pezzali: "Ho iniziato a cantare per caso. Ora duetto con Eros e Baglioni"

In un cd oltre vent'anni di carriera con gli 883 e da solista: "Mi sono ripreso la mia musica. E credo solo ai politici capaci di decisioni impopolari"

Max Pezzali: "Ho iniziato a cantare per caso. Ora duetto con Eros e Baglioni"

Max Pezzali non lo fermi neanche volendo: da più di vent'anni canta ciò che è, ossia un bravo ragazzo con il talento della semplicità. E parla di conseguenza: inarrestabile. «Io sono a metà tra la vecchia scuola e gli hipster che ascoltano soltanto ciò che non ascolta nessuno». Presentando Max 20, che è il nuovo cd con 5 inediti e 14 duetti con la meglio nobiltà della nostra canzone d'autore, ha divagato dal Denim Aftershave (quello dello slogan «L'uomo che non deve chiedere mai») fino a Willie Nelson re del country. Confermando di essere testimonial di una cantautorialità con i fiocchi. Ha 46 anni, un figlio, la passione per le Harley Davidson e il rifiuto per il gossip: trovatene uno che lo riguardi e vincerete un premio. Forse per questo ha sempre fatto mondo a sé stante. D'altronde con gli 883 e da solista la critica lo critica(va). Ma il pubblico no. E se ora Jovanotti o Baglioni o Cremonini o Giuliano dei Negramaro e altri dieci intoccabili della nostra storia musicale (qui di fianco alcuni loro giudizi) duettano nei suoi classici come La dura legge del gol o Come mai il segnale è uno solo: questi sono brani che ormai fanno parte del repertorio di due generazioni. E che chi li snobbava aveva capito poco. O niente.

Pezzali scusi ma era così difficile accettare Pezzali?
«Non so, ho iniziato a cantare soltanto perché nessuno cantava i miei provini. E so di avere dei limiti. Ma da sempre voglio raccontare ciò che mi piace con la massima onestà personale. Sperando che qualcuno mi ascolti e condivida».

Da quando è stato pubblicato Hanno ucciso l'uomo ragno (1992) il pubblico pare condividere.
«Ma io non mi sono sentito mai a mio agio in nessuna categoria. E spesso mi sono chiesto perché? Possibile che non vada bene da nessuna parte?».

Uno degli inediti di questo disco si intitola Ragazzo inadeguato.
«Citazione non a caso».

Da Ragazzo fortunato di Jovanotti?
«Esattamente. È un periodo in cui le cose evidentemente non vanno bene per tutti, c'è crisi. Ma in un momento in cui tutto sta crollando, mi sembra che a tantissimi importi solo che crolli con stile. Con eleganza. Senza danni estetici. A me non piace che sia così. E perciò questo è un brano dedicato a chiunque, come me, non si identifica in questa attitudine».

Vent'anni (anzi ventuno) dal primo disco degli 883: una sintesi del tempo?
«Siamo passati dall'uomo che non deve chiedere mai all'uomo che deve chiedere tutto».

Forse è il presupposto per un ritorno all'essenzialità.
«Non per nulla mi piace da morire il mondo del country perché rappresenta la “campagna sana”, piena di valori spesso lontani da quelli di oggi».

Uno dei brani inediti (tra l'altro scritto con Mauro Repetto, l'altra mente degli 883) si intitola Il presidente di tutto il mondo.
«Oggi il marketing domina su tutto. E quindi, parlando con Mauro che oggi vive a Parigi e sta scrivendo un musical, ci è venuta in mente l'idea del presidente di tutto il mondo, uno che deve combinare le esigenze di tutti facendo trionfare il cosiddetto “piacionismo”. Una volta il politico non voleva piacere, anzi l'impopolarità era la sua forza. Oggi il contrario. È un segno dei nostri tempi».

Però bisogna comunque scegliere il campo in cui giocare.
«D'altronde non si può essere contemporaneamente candidati di destra e di sinistra e neppure cercare di conquistare settori o nicchie che non sono proprie e che non si conoscono. Bisognerebbe che ciascuno facesse ciò che gli viene meglio».

Talvolta si viene premiati. A scanso di equivoci, in Max 20 cantano Ramazzotti, Baglioni, Raf, Bennato, Elio, Venditti, Sangiorgi, Renga.
«È stato un regalo che mi sono fatto, scoprendo che abbiamo tutti cose in comune. E scoprendo con piacere che tutti hanno partecipato senza tirarsi indietro. Anzi. Van De Sfroos ad esempio canta in Come deve andare perché dal vivo la inseriva in un suo pezzo storico, Pulenta e galena fregia».

A proposito Pezzali, oltre a Spit su Mtv, lei non ha mai partecipato a talent show.
«Fondamentalmente sono antitelevisivo, sono troppo buono e non ho barriere: posso ascoltare un disco di Beyoncé e trovarlo bello perché lei canta da dio. Ma poi mi esalto con i Ramones anche se suonano da schifo...».

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