Addio a Little Tony Era il nostro Elvis

Aveva 72 anni ed era malato di tumore. Tra i suoi successi "Cuore matto", "Riderà" e "24mila baci"

Addio a Little Tony Era il nostro Elvis

Se n'è andato per sempre anche l'Elvis de Noantri. Dopo Enzo Jannacci e Franco Califano, nel 2013 la canzone italiana perde un altro cavallo di razza: Little Tony, che è morto dopo una lunga malattia che da mesi era nota nell'ambiente della musica leggera e che aveva spinto tanti colleghi, da Mina a Gianni Morandi, a informarsi delle sue condizioni presso i familiari e gli amici più stretti.
Aveva ereditato la passione per il pentagramma dal padre Novino, cantante e fisarmonicista, dallo zio Settembrino, chitarrista, e dai fratelli Enrico e Alberto, chitarrista e bassista. I primi palcoscenici sui quali presenta al pubblico il ciuffo sbarazzino che lo farà amare dal grande pubblico sono quelli dei ristoranti dei Castelli romani. E poi, via via, quelli dei locali, delle balere e dei teatri d'avanspettacolo del Lazio. Ma la svolta arriva nel 1958 al teatro Smeraldo di Milano, dove viene notato da un impresario inglese, Jack Good, che lo convince a partire con i suoi fratelli per l'Inghilterra.

Ed è lì, infatti, che nasce il mito di Little Tony, all'epoca solista della «Little Tony and his brothers». Ed è lì che il giovane cantante di talento, che aveva scelto il nome d'arte in analogia con quello di Little Richard, si innamora per sempre, quando in Italia impera la musica melodica, del rock 'n' roll. E che incide numerosi singoli, come Lucille, Johnny b.good, Shake rattle and roll. Alcune sue canzoni vengono scelte come colonne sonore di film come «Blue monday», «Il Gangster cerca moglie» e «Che tipo rock».
Rientrato in Italia, nel 1961 Little Tony partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Adriano Celentano. Canta 24 mila baci classificandosi al secondo posto. Nel 1962 partecipa al Cantagiro 1962 con il brano So che mi ami ancora, che però non riscuote successo; va meglio l'anno dopo, in cui ottiene il secondo posto con Se insieme ad un altro ti vedrò, scritta da suo fratello Enrico, e incide con successo T'amo e t'amerò già presentata da Peppino Gagliardi; in questo periodo inizia anche la sua carriera di attore, nei cosiddetti musicarelli. L'anno dopo torna a Sanremo con Quando vedrai la mia ragazza e ottiene un buon successo estivo con Non aspetto nessuno, portata al Cantagiro, e col retro La fine di agosto. Nel 1965 è semifinalista a Un disco per l'estate con Viene la notte di Gianni Meccia.

Ma gli anni d'oro devono ancora venire. Nel 1966 Little Tony porta al Cantagiro Riderà. La canzone non vincerà la manifestazione, ma venderà oltre un milione di copie. E nel 1967 porta a Sanremo Cuore matto di Totò Savio, che arriva prima in classifica e rimane tra i primi posti per 12 settimane consecutive.

Cominciano le tournée e i successi in Europa e in Sudamerica. Del '68 è la sua quarta partecipazione al Festival di Sanremo con Un uomo piange solo per amore. In autunno a Canzonissima lancia Lacrime e La donna di picche. Nel '70 c'è il grande successo al Festival di Sanremo con La spada nel cuore di Carlo Donida, che conquista un ottimo quinto posto in coppia con Patty Pravo. Gli anni Settanta anni di relativo declino mentre il decennio successivo vedono Little Tony protagonista di riuscite operazioni di revival.

Insieme a Bobby Solo e Rosanna Fratello, forma il supergruppo Ro.Bo.T. (dalle loro iniziali) che riscuote un certo successo. Nel 1981 incide Profumo di mare, sigla di una fortunatissima serie televisiva Love Boat. Nel 2000 e 2001 ha condotto su Canale 5 il varietà musicale I ragazzi irresistibili, insieme a Maurizio Vandelli, Rita Pavone e Adriano Pappalardo, nel quale ha interpretato un repertorio di canzoni che hanno segnato la storia della musica dagli anni sessanta. Nell'aprile del 2006 viene colpito da un infarto, dal quale poi si ristabilisce, durante un concerto a a Ottawa e organizzato per la comunità italo-canadese. Nel 2008 parteciperà di nuovo al Festival di Sanremo con Non finisce qui.

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