Alba Parietti: "I primi di marzo mi sono beccata il virus. Ora dono il sangue per guarire i malati"

Anche Alba Parietti ha avuto il coronavirus, la showgirl ha raccontato la sua esperienza a Cartabianca e su Instagram, snocciolando i dettagli del suo contatto con il Covid-19 e la sua decisione di donare il plasma

Alba Parietti: "I primi di marzo mi sono beccata il virus. Ora dono il sangue per guarire i malati"

Da lunedì siamo entrati nella fase due, un banco di prova per il Paese e per gli italiani per imparare a convivere con il coronavirus. I contagi calano, così come i ricoveri e i decessi, e la situazione sembra stia andando verso una presunta normalizzazione. Tra gli oltre 200mila contagiati italiani, per l'esattezza 213.013 secondo i dati diffusi ieri dalla Protezione Civile, ci sono numerosi volti noti. Uno degli ultimi ad aver raccontato la sua esperienza è stato Giacomo Poretti, infettato insieme alla moglie. Il popolare attore e la sua consorte sono stati sottoposti a regolare tampone, ora negativo. Diverso discorso per Alba Parietti, che a Cartabianca su Rai3 ha raccontato di aver scoperto, a distanza di un mese e mezzo, di aver contratto il Covid-19.

"Mi sono infettata i primi di marzo, nonostante mi proteggessi in tutti i modi e rispettassi distanze, mettessi mascherine, ecc. Ma in quei giorni ero ancora una delle pochissime a farlo e sono stata così contagiata", racconta Alba Parietti nel post Instagram che ha seguito la sua testimonianza nel programma di Bianca Berlinguer. "Ho intuito di avere la possibilità di essere stata infettata, perchè avevo poca febbre, perdita di olfatto, gusto, tosse, ecc., non ho fatto assolutamente tamponi, né avuto visite o cure di nessun tipo. Ho preso una Tachipirina, ho pianto, ho avuto paura", prosegue la showgirl nel suo racconto, elencando tutti i sintomi comuni alle persone che in questi mesi hanno contratto il coronavirus.

I primi giorni di marzo sono stati quelli più caotici per la diffusione del virus, che in quel periodo pare abbia raggiunto dei picchi di massima espansione nel Paese. Visti i sintomi, che già erano noti a tutti, Alba Parietti racconta di aver seguito il protocollo consigliato dagli esperti: "Mi sono messa per mia scelta in isolamento volontario in camera mia per 14 giorni, senza uscire mai di casa, utilizzando mascherine e guanti ogni volta che incontravo chi viveva con me, e mantenevo le distanze." Lo scorso 31 marzo, in un post condiviso sul suo profilo, la showgirl scriveva: "In questi giorni, nonostante la presenza di Francesco e Sally, per evitare qualsiasi forma di contagio, essendo usciti a turno e avendo sentito parlare di asintomatici, per ulteriore sicurezza ho vissuto sempre chiusa in camera mia, tranne per mangiare."

Nel suo racconto, la Parietti spiega di aver contratto il virus nei primi giorni di marzo, come tantissimi altri italiani che a cavallo tra febbraio e marzo sono stati contagiati. Consultando il sito del Ministero della salute, nella parte riguardante il periodo di incubazione al punto 24 delle faq, le indicazioni sono molto chiare: "Il periodo di incubazione rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente che vari tra 2 e 11 giorni, fino a un massimo di 14 giorni." Alba Parietti crede di aver contratto il Covid-19 nei primi giorni di marzo, sviluppando alcuni dei sintomi riconducibili alla malattia.

In assenza del tampone, che la showgirl non ha effettuato nel periodo di presunta malattia, Alba Parietti appena ha potuto ha effettuato il test sierologico "in una clinica a cui tutti potevano accedere, pagando circa 50 euro." Il risultato non è stato preciso e così ha effettuato il prelievo presso l'ospedale San Matteo di Pavia, già sapendo di essere immune e guarita. Dai prelievi è risultato anche che la showgirl abbia gli anticorpi IGG neutralizzanti molto alti (150) e che quindi sia idonea alla donazione, come ha già fatto Alessandro Politi de Le Iene. "Mi sembra una cosa bellissima, potrò forse con il mio sangue salvare dei malati di Covid-19, come sta accadendo a Pavia, al San Matteo, dove ho fatto le analisi e dove donerò il sangue. L'unico vero grande privilegio che ho avuto è la possibilità di salvare (forse) con il mio sangue qualcuno", ha concluso Alba Parietti.

Voglio chiarire alcuni punti. A @cartabiancarai3 ho raccontato la mia vicenda personale ,ma condivisa con molti con storie simili alla mia. Mi sono infettata i primi di marzo, nonostante mi proteggessi in tutti i modi e rispettassi distanze, mettessi mascherine ecc. ma in quei giorni ero ancora una delle pochissime a farlo e sono stata così contagiata. Secondo non ho avuto nessun trattamento di favore. Ho intuito di avere la possibilità di essere stata infettata ,perché avevo poche febbre, perdita di olfatto , gusto , tosse ecc , non ho fatto assolutamente tamponi, ne avuto visite o cure di nessun tipo. Ho preso una Tachipirina ho pianto, ho avuto paura , Mi sono messa per mia scelta in isolamento volontario in camera mia per 14 giorni. Senza uscire mai di casa . Utilizzando mascherine e guanti ogni volta che incontravo chi viveva con me e mantenevo distanze. Areavamo la casa in continuazione .Ma non avevo nessuna certezza , di aver contratto il virus . La mia collaboratrice domestica infatti non si è infettata perché ho mantenuto, distanze, mascherine, guanti , isolamento. Ed è risultata negativa al test sierologico da me pagato . Infatti , Ho scoperto di essere stata sicuramente infettata dopo un mese e mezzo da un test sierologico fatto a pagamento in una clinica a cui tutti potevano accedere pagando circa 50 euro. Bastava cercare e pagare. Mi hanno detto che il test non era preciso, ho aspettato che il San Matteo iniziasse a fare i prelievi e ho chiesto di sottopormi, in quanto sapevo già di essere immune e guarita per ulteriore certezza , mi e’ stato fatto il test necessario per poter donare il plasma per poter salvare vite umane. Ho gli anticorpi igg neutralizzanti altissimi ( 150) quindi dopo posso farlo, naturalmente dopo esssre stata sottoposta a tampone ( risultato negativo) . Mi sembra una cosa bellissima. Potro’ forse con il mio sangue salvare dei malati di codiv 19 , come sta accadendo a Pavia al SanMatteo dove ho fatto analisi e dove donerò il sangue e a Mantova che segue lo stesso protocollo. L’unico vero grande privilegio che ho avuto e’ la possibilità di salvare (forse) con il mio sangue qualcuno

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