Alessandro Greco: "Il Covid ha colpito Miss Italia, ma noi la celebriamo lo stesso sul web"

L'edizione di Miss Italia 2020 verrà trasmessa sulle piattaforme streaming della manifestazione per dar modo, anche in un periodo così duro come quello del Covid, di celebrale la bellezza italiana, come racconta Alessandro Greco anche quest'anno alla conduzione della kermesse

Una vita passata sul palcoscenico. Gli inizi da giovanissimo nelle piazze e poi Raffaella Carrà che tra tanti lo ha notato per il suo talento e la sua incredibile capacità da trasformista. Alessandro Greco non è solo un presentatore né un intrattenitore, ma un artista a tutto tondo amatissimo dal pubblico che per lui nutre da sempre un affetto enorme. “Il mio editore - racconta sorridendo - sono i telespettatori ed è a loro che devo rispondere”. Ora, in un anno così difficile per tutti, sarà per la seconda volta alla conduzione di Miss Italia, lo storico concorso di bellezza che ormai fa parte della cultura italiana. Questa edizione non sarà trasmessa in tv, ma sui social della manifestazione (Facebook, Youtube) perché il Covid ha colpito anche in questo senso: “Però c’è stata un’unione di forze che ci ha portato a non defilarci e ad esserci per dire che è importante che questo concorso che elegge la nostra rappresentante italiana della bellezza a 360°, venga eletta e festeggiata anche nel 2020”.

Come sta vivendo questo periodo di pandemia?

“Ho sempre continuato a lavorare in radio già dal primo lockdown, affrontando in questo modo questo periodo così doloroso e di prova. Ho sentito ancora più forte la necessità e l’importanza di informare le persone, ponendo l’accento sull’ascolto e sull’intrattenimento. Parlando del mio privato come padre e marito ho cercato di preservare la mia famiglia anche con cose semplici come cercare di essere io quello a uscire più frequentemente”.

L’intrattenimento è una delle categorie che ha subito molti danni da questa pandemia...

“Il mio pensiero va soprattutto a tutte quelle persone che non si vedono, come il comparto delle maestranze che sono fondamentali e mettono nelle condizioni noi di poter poi andare sulla scena. Devo dire che sono tantissime persone, grandi professionisti, che stanno avendo come tante categorie lavorative grosse difficoltà. Quello che auspico è che si possano trovare modalità per far ripartire anche la macchina economica dello spettacolo a 360 gradi”.

Tornando a Miss Italia questa edizione, come dicevamo, sarà visibile sulle piattaforme social della manifestazione. Come siete arrivati a questa decisione?

“Nella vita come carattere non mi piace svicolare. Amo dare il mio contributo e mettermi a disposizione del pubblico. Lo scorso anno abbiamo festeggiato gli ’80 anni di Miss Italia con una prima serata e tante ore di diretta che ci hanno decretato un enorme successo. A marzo quando è iniziata la pandemia, ho capito subito che questa avrebbe creato problemi alla realizzazione dell’edizione 2020 e quindi ho mandato subito un messaggio a Patrizia Mirigliani (patron della manifestazione, ndr): ‘Non mi interessa capire come quando quali saranno le modalità però come si dice, nella buona e nella cattiva sorte, sappi che qualunque siano i modi, i tempi e le modalità che tu deciderai io ci sono, perché così come ci siamo emozionati l’anno scorso per quel grande evento è importante, significativo e di buon auspicio che quest’anno si faccia quello che si deve fare’”.

Cosa rappresenta Miss Italia per il nostro Paese?

“La bellezza dell’Italia e degli italiani, che è stata duramente offuscata da questa situazione. Dare continuità e quindi eleggere e festeggiare anche quest’anno la Miss Italia è di buon auspicio per il futuro e lo faremo in maniera ancora più bella, gioiosa e consapevole”.

È vero che non ha voluto compensi per questo lavoro?

“È vero ma non mi sento un eroe. Mi fa piacere cercare di essere presente audace, coraggioso e prendermi la responsabilità. Quindi questa cosa rientra semplicemente nella mia disponibilità di voler aiutare perché è significativo che questa manifestazione si faccia. Quella di quest’anno non sarà solo una passerella, ma incarnerà quella bellezza che appartiene a tutti”.

In effetti Miss Italia viene scelta non solo per essere una bella ragazza...

“Esatto è una bellezza a 360° di una creatura speciale come è la donna che non è solo immagine ma anche contenuto, come abbiamo specificato bene anche nella scorsa edizione”.

Che novità ci saranno quest’anno?

“Per la prima volta in 80 anni sarà un’edizione completamente diversa. Una sorta di casting, dove ci sarà ancora di più la possibilità per le ragazze di conoscere quella che è la loro indole, il loro carattere e le loro attitudini che non necessariamente devono essere artistiche. Una delle parti centrali infatti sarà il colloquio delle miss con la giuria. Credo che nella difficoltà si può trovare anche una chiave nuova, anche se noi teniamo assolutamente a tornare in tv. Un’altra novità è l’eliminazione del numero, le ragazze parteciperanno solo con il loro nome e cognome e la rappresentanza della loro regione. In questa edizione ne vedremo 23 che sono le finaliste della selezione delle varie regioni che dura un anno intero”.

In un’edizione così particolare, rispetto allo scorso anno come sarà la sua conduzione?

“Per me l’importante è che ci sia emozione. Questo è il sentimento positivo che diventa energia e arriva al pubblico. Per me non c’è differenza se si tratta di una prima serata, uno spettacolo di piazza o una conduzione streaming. E in questo caso credo che, se possibile, l’emozione sarà ancora più forte dello scorso anno”.

Tra l’altro non ci sarà neanche il televoto?

“No infatti, sarà tutto appannaggio della giuria tra cui Manila Nazzaro che rappresenta le Miss storiche della manifestazione. Per par condicio vista tanta bellezza femminile ci sarà anche Paolo Conticini reduce da Ballando con le stelle. Inoltre la criminologa Roberta Bruzzone, il medico Raoul D’Alessio, ricercatore nel campo dell’estetica e la la psicoterapeuta Maddalena Cialdella che ha dichiarato: 'Le ragazze arrivate a Roma esprimono la loro audacia nel voler essere presenti in questa esperienza e mettersi alla prova. Una determinazione ben precisa'. Questi sono soltanto alcuni, ma ce ne saranno anche molti altri”.

Oltre a Miss Italia, sarà anche impegnato nella maratona benefica di Telethon...

“Che ci tengo a sottolineare è il fiore all’occhiello della ricerca che non si ferma, che va avanti e permette a tante patologie anche semplicemente di essere conosciute. Anche in questo caso essere a disposizione di quella che io ritengo essere la parte più importante e più bella della mia attività per me è una cosa fondamentale. Mi rendo conto che la situazione economica delle famiglie in questo momento è delicata ma sono sicuro che c'è chi potrà darà il suo contributo. Lo scorso anno nella mia staffetta che ho condotto dalle 14 fino alle 16, le donazioni sono state particolarmente eclatanti, per questo mi hanno posizionato nella stessa fascia oraria e io non posso che ringraziare ed essere grato al pubblico per lo sforzo che ha fatto”.

Abbiamo parlato di donne bellissime. Lei ne ha una in casa, sua moglie Beatrice Bocci, quanto è stata importante per la sua vita?

“Vivendo con Beatrice brillo di luce riflessa, la sua totale bellezza fa di me un uomo migliore quella di mia moglie è decisamente la presenza fondante della mia vita".

Ha fatto tanti programmi, da Furore a Tale e Quale Show , quale parte della sua carriera ha amato di più?

“Da quando ho cominciato da ragazzino, la mia palestra artistica sono stati gli spettacoli itineranti, quelli di piazza. In quelle serate io facevo la conduzione abbinata all’intrattenimento e questo mi ha permesso di poter spaziare più tardi in più ambiti e di avere più possibilità. Ci sono stati programmi che ho soltanto presentato e altri, come appunto Tale e Quale Show, dove ho fatto intrattenimento puro. Mi viene in mente anche Zero e Lode un quiz basato su domande che prevedevano più risposte e anche lì aiutato dal mio staff, abbiamo sempre trovato uno spunto fuori dal copione per farci una risata in più. Quindi per rispondere alla domanda, non c’è uno spettacolo in particolare che ho amato, ma la possibilità di spaziare in più ambiti con quello che io chiamo il mio dono di natura”.

Quanto è difficile portare sempre leggerezza, far sorridere e intrattenere il pubblico anche quando ci sono magari giornate no?

“Se c’è una giorno o un periodo in cui non sei particolarmente predisposto il pubblico lo percepisce. L’importante però è cercare di sforzarsi, di trovare quella forza per non disattendere le aspettative. Questo però non significa dover essere rigidi perché altrimenti viene meno la naturalità”.

Il pubblico la ama molto, ma a volte non ha pensato di essere stato poco considerato da chi decide chi mandare in scena?

“Torno a dire con molta serenità, che quello che è importante per me è esserci per gli spettatori. Al tempo stesso le modalità e i tempi non li decido io e questo la gente lo sa bene”.

Tra le tante cose che ha fatto c’è qualcosa che vorrebbe ancora sperimentare?

“Mi piacerebbe girare l’Italia ribadendo che è una Nazione straordinaria unica al mondo, facendo un programma itinerante che faccia vedere tutta la bellezza del nostro Paese, incontrando le persone. Io sono nato con gli spettacoli di piazza, da sempre ho fatto questo”.

È stato scoperto da Raffaella Carrà, vi sentite ancora?

“Quando l’ho conosciuta, stiamo parlando di quando sono stato selezionato da lei e da Sergio Iapino, avevo 25 anni, mi sono trovato davanti un’autentica icona, un mito. Non sapevo come comportarmi, dove guardare, non riuscivo a reggere lo sguardo ma non perché lei mi mettesse in difficoltà, ma perché era talmente tanta l’emozione che provavo di fronte a lei. Lei si è invece subito posta in maniera tranquilla ed è quindi subentrata quella naturalezza che ci ha permesso di fare tante cose insieme, ma soprattutto di creare la cosa più bella che è il rapporto personale. Un rapporto umano che è rimasto inalterato in tutti questi anni e non manco mai di ricordare in ogni occasione questa ‘genitorialità’”.

Lei ha due figli, Alessandra e Lorenzo, che tipo di papà è e cosa si augura per il loro futuro?

“È sempre difficile auto-definirsi, quello che posso dire è che sono un padre e non un surrogato. Ho cercato di costruire un rapporto fatto di dialogo e leggerezza. Quello che posso auspicare per loro è che possano realizzarsi nella vita in una maniera che sia gratificante e al tempo stesso di fare tutto questo sentendosi realizzati come persone, valori e principi. Credo che questi siano gli elementi che comunichiamo nel nostro percorso di vita e poi lasciamo agli altri come eredità”.

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