Anche Benigni attacca Salvini: "Quest'anno si vota al citofono"

Dopo Junior Cally e i Viito, anche Roberto Benigni attacca Salvini dal palco di Sanremo: "Ma qui c'è uno che canta"

Anche Benigni attacca Salvini: "Quest'anno si vota al citofono"

L'aveva detto e così è stato. Roberto Benigni ha parlato di amore sul palco del festival di Sanremo. Ma il suo ingresso all'Ariston non è passato inosservato. Se nove anni fa era arrivato in sella a un cavallo bianco, stasera non poteva sembrare sotto tono. Benigni, infatti, ha fatto il suo ingresso con la banda musicale "Canta e sciuscia". E una volta all'ingresso del teatro è stato accolto da Amadeus, è stato accompagnato in platea dove in molti tra gli spettatori gli hanno stretto la mano e infine è salito sul palco.

Smoking e camicia bianca senza cravatta, il Premio Oscar si è preso tutti gli applausi del pubblico. "Un ingresso così con la banda come un capo di Stato non mi era mai capitato. Questo è il più bel Sanremo che abbia mia visto", dice rivolgendosi ad Amadeus. E dopo queste parole dedica un caloroso applauso ad Alberto Sordi e Federico Fellini, di cui ricorre il centenario dalla nascita.

Una volta salito sul palco, Benigni diventa un vero mattatore. Perché se il suo "ambito" questa sera deve essere solo ed esclusivamente "l'amore", qualche frecciatina a destra e a manca non poteva mancare. "Non solo televoto, giuria demoscopica, giuria sala stampa, giuria dell'orchestra, quest'anno al festival di Sanremo si può votare anche via citofono...In via Matteotti c'è uno che canta", dice. Il riferimento - diciamo la battuta o almeno così dovrebbe sembrare - è chiaramente rivolto a Matteo Salvini quando sotto campagna elettorale era andato a stanare un presunto spacciatore al Pilastro di Bologna.

Benigni, quindi, fa dell'ironia. Dopo Junior Cally che porta sul palco dell'Ariston le sardine e dopo che i Viito attaccano il leader della Lega in difesa del collega (Cally), un altro ospite tira in ballo la politica. Una precisa politica, quella di centrodestra. Stranamente...

E dopo le frecciatine si cimenta in quello che è più bravo fare. A Sanremo, infatti, porta "la canzone più bella, la canzone delle canzoni: 'Il Cantico dei Cantici'". "Io avrei voluto sempre cantare, provai con 'L'inno del corpo sciolto' ma fu scartato - dice - Potrei partecipare ad un quiz su Sanremo. Li ho visti tutti". Poi, dopo una carrellata di ricordi sulla storia del Festival, annuncia: "Stasera anche io vi voglio fare una canzone, perché è la serata delle cover. Vorrei presentare la canzone più bella. Ho cercato, alla fine l'ho trovata. La canzone delle canzoni. Il Cantico dei Cantici che sta nella Bibbia. La prima canzone scritta nella storia dell'umanità. Una canzone d'amore, che esalta proprio l'amore fisico. E non è mai stata fatta in televisione. È l'apice, la vetta della poesia di tutti i tempi, una meraviglia dell'umanità".

"La protagonista è una donna", sottolinea Benigni. "E molti - continua - pensano che anche l'autrice sia donna. Una donna potrebbe avere scritto il libro più santo e più erotico della Bibbia". Poi sottolinea che il Cantico "racconta tutte le coppie: la donna con il suo uomo, la donna con la sua donna, l'uomo con il suo uomo". "L'amore non è il mistero e il luogo dove tutti i misteri si sciolgono", rimarca. Poi, prima di dare lettura di alcuni brani, dice che di amore "ne facciamo sempre poco. Anche le nuove generazioni. È tutto un gran parlare ma poi è tutto un guardare filmini". "Bisognerebe farlo più spesso l'amore - conclude prima di recitare il Cantico -. Io lo farei anche stasera qui all'Ariston, diretti dal maestro Vessicchio".

E subito dopo la sua esibizione arrivano pure i complimenti di Matteo Renzi. "Dite quello che volete - scrive il rottamatore su Twitter - ma Roberto Benigni è stato straordinario a #Sanremo2020"