Aurora Ramazzotti scrive al padre lontano e lo implora: "Papà, non tornare"

Nel giorno della festa del papà, Aurora Ramazzotti ha scritto a suo padre Eros lontano per lavoro una lettera accorata e affettuosa di auguri ma anche di raccomandazioni in un momento così difficile

Aurora Ramazzotti ha un legame molto stretto con suo padre Eros, quasi di amicizia. I due sono spesso insieme sui social, si mostrano complici e affiatati durante le vacanze o durante i momenti di relax, a casa e nella quotidianità. Inevitabile, quindi, che la ragazza abbia voluto dedicare un lungo messaggio al popolare cantante romano nel giorno della festa del papà, trasmettendogli anche da lontano tutto il suo amore e il suo affetto, anche in questo periodo complicato per l'emergenza coronavirus.

"Caro papà, qualche mese fa sei partito per finire il tour e nel frattempo qua è arrivato un mostro. Un mostro silenzioso, che prima di attaccare si prende il suo tempo ma quando lo fa è impossibile non accorgersene"", scrive Aurora Ramazzotti nelle prime righe del lungo messaggio condiviso su Instagram, sotto una foto che la ritrae piccola tra le braccia del suo papà. "Oggi è il giorno del papà e tu sei lontano, non c'è niente che desideri di più di abbracciarti ma ringrazio che tu stia bene e aspetto il giorno in cui potrò farlo perché so che sarà bellissimo. anche se ora, qua, le cose sono brutte un bel po''", continua Aurora, in quello che a tutti gli effetti un grandissimo atto d'amore nei confronti del suo genitore. Eros Ramazzotti in questi mesi si trova lontano dall'Italia per concludere il suo tour e probabilmente non farà ritorno nel Paese fino a quando la situazione non sarà stata stabilizzata. Qui in Italia, Ramazzotti ha Aurora ma anche i due figli avuti da Marica Pellegrinelli, ancora piccoli, affidati alle amorevoli cure della mamma.

Anche Aurora Ramazzotti ha scelto di tornare a vivere da sua madre, a Bergamo, in questi giorni di quarantena forzata dal coronavirus. Da qualche tempo la ragazza vive a Milano da sola ma in un momento di difficoltà come quello in cui è caduta l'Italia ha preferito il calore della famiglia, di sua madre, delle sorelle e del compagno di sua madre, oltre che del suo fidanzato e della migliore amica di sempre, Sara Daniele. La lettera di Aurora Ramazzotti continua, con sempre più affetto verso il padre: "Papà... Non tornare. In questa foto eri tu a proteggere me ma più passano gli anni più vorrei poterti proteggere io. So che se fossi qui con me mi diresti che dobbiamo tenere duro, con quella tua voce calda e apprensiva che sa emozionare."

Le parole della ragazza si fanno più calde e sentite man mano che si procede nella lettura e c'è spazio anche per gli altri nella lettera di Aurora Ramazzotti, gli altri italiani che come lei stanno affrontando il problema del coronavirus: "Stringeremo i denti e sacrificheremo la nostra libertà finché sarà necessario. Dobbiamo farlo, lo dobbiamo a chi oggi non può abbracciare un papà, un nonno, una mamma, un fratello. a chi si sente solo e spaventato. Perché ne usciremo, ce la faremo. Ma solo se lasciamo il nostro ego fuori dalla porta di casa potremo guarire il mondo da questo mostro. Ti voglio bene, mi manchi. Auri""

Caro papà, Qualche mese fa sei partito per finire il tour e nel frattempo qua è arrivato un mostro. Un mostro silenzioso, che prima di attaccare si prende il suo tempo ma quando lo fa è impossibile non accorgersene. Ti toglie il respiro, ti allontana dalle persone che ami e ti fa sentire solo. Il mio cuore piange per le famiglie che l’hanno incontrato e trema perché sa che potrà colpire ancora. Oggi è il giorno del papà e tu sei lontano, non c’è niente che desideri di più di abbracciarti, ma ringrazio che tu stia bene e aspetto il giorno in cui potrò farlo perché so che sarà bellissimo. Anche se qua, ora, le cose sono brutte un bel po’. Quindi papà.. non tornare. In questa foto eri tu a proteggere me ma più passano gli anni più vorrei poterti proteggere io. So che se fossi con me mi diresti che dobbiamo tenere duro, con quella tua voce calda e apprensiva che sa emozionare. Lo faremo, lo stiamo già facendo, ma quanto fa male pensare al dolore che si sta insinuando tra le mura delle nostre case. Te lo prometto, papà, che sconfiggeremo questo mostro mettendoci al sicuro. Stringeremo i denti e sacrificheremo la nostra libertà finché sarà necessario. Dobbiamo farlo, lo dobbiamo a chi oggi non può abbracciare un papà, un nonno, una mamma, un fratello. A chi si sente solo e spaventato. Perché ne usciremo, ce la faremo. Ma solo se lasciamo il nostro ego fuori dalla porta di casa potremo guarire il mondo da questo mostro. Ti voglio bene, mi manchi. Auri

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