La bacchettata

Una mostra al Museo Teatrale alla Scala, curata da Vittoria Crespi Morbio, in collaborazione con l'Archivio Storico di Casa Ricordi, propone materiali visivi di grande suggestione in vista della prima scaligera dedicata a Madama Butterfly (titolo L'Oriente ritrovato, dal 12 novembre al 20 febbraio). Ci sono lettere autografe di Puccini e le fotografie originali di Nakasaki che ispirarono i verosimili bozzetti di Vittorio Rota e Carlo Songa. Ai due grandi scenografi mossi da Casa Ricordi per il primo allestimento dell'opera nel 1904 (un altro fu Giuseppe Palanti per i figurini), si affiancò Leopoldo Metlicovitz per le deliziose cartoline-acquarello. La messa in scena era curata dal figlio dell'editore Giulio Ricordi, Tito, uomo di gusto, informato e meticoloso, ma dal carattere saccente e poco diplomatico, che tenne Puccini (che lo chiamava «Savoia») a distanza dalle questioni sceno-tecniche. A questo apparato legato alla famosa prima (che fu un fiasco tra i più clamorosi della storia della Scala), seguono in mostra i costumi fastosi ed eleganti di Caramba (per il ritorno dell'opera nel '25 con Toscanini), e i bozzetti per due allestimenti che hanno fatto epoca alla Scala, asciugando progressivamente la giapponeseria liberty originaria, disegni dovuti al genio di Fuijita, chiamato a realizzare scene e costumi per l'allestimento del '51 diretto da Victor De Sabata (e ripreso fino al decennio successivo) e quello, altrettanto fortunato e pertinente, di Keita Asari e Hanae Mori, battezzato da Lorin Maazel, ancora più scarno e concentrato sul dramma. Artisti d'eccezione per un capolavoro intimista del teatro musicale.

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