Bertolucci si pente: "Ho ingannato la Schneider"

La confessione: sesso sul set (censurato). Il regista: "Non l'avvisai della scena del burro. Mi sento in colpa"

Bertolucci si pente: "Ho ingannato la Schneider"

Puoi entrare nell'immaginario collettivo, puoi vincere nove Oscar, puoi essere - perché Bernardo Bertolucci lo è - uno dei più grandi registi contemporanei ma, come per tutti, il passato ti (in)segue.

1972. Parigi. Marlon Brando prende del burro, denuda Maria Schneider, le lubrifica il fondoschiena, infine la sodomizza facendole ripetere: «Santa famiglia, sacrario dei buoni cittadini (si sente il grido di dolore di lei - ndr), dove i bambini sono torturati finché non dicono la prima bugia, la volontà è spezzata dalla repressione, la libertà è assassinata dall'egoismo». Ecco cosa rimane di Ultimo tango a Parigi. In superficie lo scandalo, i tribunali con la Cassazione - oggi sembra tutto lontano anni luce - a condannare il regista e il film al rogo per squagliare per sempre quel burro (in verità per non sentire più il discorso sulla famiglia, «quella santa istituzione inventata per educare i selvaggi alla virtù»). In profondità il dramma di un'attrice che per tutta la vita ha detto di non essersi mai più ripresa da quella scena. Alla sua morte prematura, due anni fa a 58 anni dopo l'eroina e i tanti scompensi psicologici, Bertolucci aveva ammesso che avrebbe voluto «chiederle scusa» perché «mi accusava di averle rubato la giovinezza e solo oggi mi chiedo se non c'era qualcosa di vero». Una consapevolezza di cui non c'è traccia nelle interviste d'epoca contenute nel bel film di montaggio Bertolucci on Bertolucci di Luca Guadagnino e Walter Fasano visto al recente festival di Venezia.

Ora a Parigi, durante la masterclass organizzata alla Cinémathèque française che fino al 13 ottobre gli dedica una retrospettiva, l'ultima confessione: «Forse sono stato colpevole per Maria Schneider ma non potranno condannarmi per questo. L'idea di quella scena è venuta a me e a Marlon Brando mentre stavamo facendo colazione e a un certo punto lui ha cominciato a spalmare del burro su una baguette: subito ci siamo dati un'occhiata complice. Abbiamo deciso di non dire niente a Maria per avere una reazione più realistica». Obiettivo raggiunto se la stessa protagonista, nel 2007 in una famosa intervista al Daily Mail, ricordava tutto come se fosse stato ieri ma erano trascorsi 35 anni: «Mi hanno quasi violentata. Quella scena non era prevista nella sceneggiatura. Io mi sono rifiutata. Ma poi non ho potuto dire di no. Ero troppo giovane. Così fui costretta a sottopormi a quella che ritengo essere stata una vera violenza. Le lacrime che si vedono nel film sono vere. Sono lacrime di umiliazione».
Parole dure, definitive, da cui però Bertolucci non si è mai voluto nascondere, difendendo allo stesso tempo la peculiarità della sua scelta: «Maria voleva fare cinema a tutti i costi, aveva appena vent'anni all'epoca. Per tutta la sua vita poi è stata molto rancorosa, perché si è sentita sfruttata, sia nei miei confronti che del film». E oggi? «Non sarebbe considerato immorale comportarsi così sul set con i propri attori?», gli è stato chiesto. «Non sono un uomo di oggi», la risposta ironica ma sfuggente del regista settantaduenne.