Donald Trump ha raccontato che subito dopo l'attacco alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, quando il Secret Service lo ha raggiunto sul palco e gli ha chiesto di "mettersi giù" lui non lo ha voluto fare subito. "Volevo capire che stava succedendo, ho chiesto agli agenti: "Aspettate un attimo", ha raccontato il presidente smentendo le indiscrezioni. "Mi ha detto di mettermi giù, ha insistito. "A me e alla first lady".
Nell'intervista alla Cbs News, Trump ha aggiunto: "Non ho avuto paura, so come va la vita, viviamo in un mondo di pazzi". Già ieri The Donald aveva detto la sua sull'attentatore: "Il tipo è disturbato, quando leggi il suo manifesto, vedi che odia i cristiani, questo è sicuro. Un fratello dell'assalitore aveva sporto reclamo contro di lui. Gli assassini sembrano avere un quoziente intellettivo elevato, ma sono folli”.
E ancora: "L'aggressore è stato velocissimo, la Nfl (la Lega di football americano, ndr) dovrebbe ingaggiarlo. È stato incredibile perché non appena le forze dell'ordine lo hanno visto hanno estratto le pistole. Sono stati professionali, hanno puntato le armi e lo hanno neutralizzato immediatamente".
Il contenuto del manifesto
“Porgere l'altra guancia serve quando si è oppressi in prima persona. Io non sono una persona violenta in un campo di detenzione. Non sono l'adolescente abusata dai molti criminali dell'amministrazione. Porgere l'altra guancia quando è qualcun altro a subire l'oppressione non è un comportamento cristiano, è complicità ai crimini dell'oppressore”, si legge nel manifesto dell’attentatore. E ancora: “Nessuno se ne sarebbe accorto. Quello che ho notato entrando nell'albergo è stato il senso di arroganza. La sicurezza era tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti. A quanto pare nessuno ha pensato a cosa poteva succedere se qualcuno effettuare il check-in il giorno prima. Insomma, un livello di incompetenza folle che spero venga corretto per quando questo Paese avrà una leadership competente”.
Trump: "Il movimento No Kings è il motivo per cui esistono certe persone"
"Il motivo per cui ci sono persone del genere è che ci sono persone che fanno parte del movimento No Kings. Io non sono un re. Quello che sono... se fossi un re non avrei a che fare con lei".
Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando dell'autore della sparatoria avvenuta a Washington durante la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca in un'intervista rilasciata al programma 60 Minutes dell'emittente Cbs. Secondo quanto emerso dalle indagini, l'aggressore faceva parte di un gruppo chiamato "Wide Awakes" e aveva partecipato a una manifestazione "No Kings" in California.