Non ci sono dirigenti dei club indagati. È la precisazione che viene fatta oggi in procura a due giorni dallo scoop dell'Agi che ha terremotato il calcio italiano, con la notizia dell'avviso a comparire per Gianluca Rocchi, designatore d'arbitri per le partite di Serie A e B (autospeso) e in seguito di Andrea Gervasoni, super visore Var anche lui autosospeso. Gli indagati sono molti di più emersi finora, fanno sapere in procura, ma si tratta di arbitri e non di dirigenti. I nomi di due di loro, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca sono stati anticipati dal Giornale già sabato 26 aprile. L'altro, quello di Daniele Paterna, è emerso in relazione a una presunta falsa testimonianza: avrebbe, questa è l'ipotesi accusatoria, detto inesattezze ai pubblici ministeri quando disse di non avere mai ricevuto indicazioni sulla partita Udinese-Parma dell'1 marzo 2025 a Lissone, sede del Var. In quell'occasione, l'arbitro Fabio Maresca non ritenne punibile l'azione in campo con rigore: Paterna che sembra d'accordo, ma a un certo punto un video mostra che cambia idea dopo avere parlato con qualcuno alle sue spalle. Convocato dalla procura come testimone è stato poi ritenuto non credibile, e iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza.
A che punto sono le indagini
Da quanto è stato riferito sinora, non dovrebbero esserci episodi riferiti al campionato di quest'anno. Si arriva quindi all'individuazione di solo quattro o cinque partite che incontrano i dubbi della procura ordinaria. L'inchiesta del pm Maurizio Ascione per frode sportiva, nel campionato 2024-2025, parte l'estate scorsa. È a luglio scorso che l'assistente viene sentito dai pm in merito alle presunte "bussate" per orientare le decisioni degli addetti alla sala Var a Lissone, poi archiviato dalla giustizia sportiva. Sempre Rocca viene sentito sulla seconda ipotesi d'accusa, quella più grave: e cioè la scelta di arbitri graditi all'Inter. Tre gli episodi contestati a Rocchi: il primo del 2 aprile 2025 quando, durante l’andata del derby di Coppa Italia, avrebbe deciso "in concorso con più persone presso lo stadio di San Siro" l’arbitro di Bologna-Inter, cioè Andrea Colombo. Il secondo episodio sarebbe avvenuto il 20 aprile 2025, quando Rocchi avrebbe scelto Daniele Doveri, "poco gradito" al club nerazzurro per la semifinale di ritorno così da “assicurare all’Inter direzioni di gara diverse per l’eventuale finale di Coppa Italia e per il resto delle partite di A”. Il terzo episodio invece a Lissone, sede del Var, durante Udinese-Parma dell'1 marzo 2025.
La denuncia di Massimo Croce
Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca furono denunciati entrambi proprio dall'avvocato Massimo Croce, che risulta avere collaborato attivamente all'indagine di Ascione nei mesi scorsi, e vengono iscritti nel registro degli indagati. Passati ormai due anni dall'apertura del fascicolo, secondo fonti legali, è probabile che la posizione di Di Vuolo sia stata stralciata per andare verso l'archiviazione. Il nome di Nasca invece compare nell'avviso di garanzia consegnato al supervisore Var Andrea Gervasoni, anche lui indagato, nel merito dell'evento di Salernitana-Modena, partita di Serie B giocata l’8 marzo 2025. L’Agi spiega che Gervasoni avrebbe “incalzato e sollecitato l’addetto Var Luigi Nasca affinché richiamasse l’arbitro Giua all’on field review”. Nasca, raccontano le cronache sportive, fu declassato in serie B proprio per via del presunto errore arbitrale nella partita giocata allo stadio San Siro il 6 gennaio 2024 al centro dell'esposto di Croce. Il 46enne arbitro barese veniva ritenuto tra i più esperti in sala Var. A decidere la sua retrocessione, fu proprio il designatore Gianluca Rocchi.
Nel pomeriggio di ieri, è l'avvocato Michele Ducci a parlare per Gervasoni: "È un invito a comparire al buio e quindi dobbiamo ancora valutare la strategia difensiva. Ad ogni modo, a lui si contesta di essere intervenuto su una partita di Serie B, quando lui era supervisore per la serie A".