Teheran, da Ue sanzioni disumane, niente a che fare con diritti umani
"Le disumane sanzioni dell'Ue contro l'Iran non hanno mai avuto a che fare con i 'diritti umanì, bensì concepite per calpestare i diritti fondamentali dei comuni cittadini iraniani. Nessuno crede a questa stanca farsa moraleggiante". Lo ha scritto su X Esmail Baghaei, portavoce del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle dichiarazioni di Ursula von der Leyen, secondo cui la revoca delle sanzioni "è prematura". "Un simile atteggiamento non farà guadagnare a voi, né ai vostri elettori, un briciolo di credibilità sulla scena internazionale. Anzi, non fa altro che dimostrare ulteriormente il doppio standard e l'ipocrisia della classe dirigente europea, accelerando la vergognosa discesa dell'Europa nell'irrilevanza", ha spiegato Baghaei.
Rubio, se Iran pensa di tenere controllo di Hormuz, non significa riaprirlo
Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato a Fox che la posizione dell'Iran sullo Stretto di Hormuz non soddisfa le richieste degli Stati Uniti. "Se ciò che intendono per aprire gli stretti è 'sì, gli stretti sono aperti a condizione che vi coordiniate con l'Iran, otteniate il nostro permesso o vi faremo saltare in aria e ci pagheretè, questo non significa aprire gli stretti", ha detto Rubio in un'intervista. "Non possono normalizzare - né possiamo tollerare che cerchino di normalizzare - un sistema in cui gli iraniani decidono chi può usare una via navigabile internazionale e quanto bisogna pagare per usarla", ha affermato.
Casa Bianca, Trump discute di ultima proposta Teheran con consiglieri sicurezza
La Casa Bianca ha confermato la riunione tra il presidente americano Donald Trump e i consiglieri di politica estera e per la sicurezza nazionale "per discutere dell'ultima proposta" di Teheran. "Trump ha discusso della proposta iraniana con la squadra, ma non direi che gli Stati Uniti la stanno considerando. Avrete presto notizie dal presidente riguardo l'Iran", ha detto la portavoce Karoline Leavitt.
Idf, il 2026 potrebbe essere ancora un anno di combattimenti
Il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, ha dichiarato che il 2026 "potrebbe essere ancora un anno di combattimenti" su tutti i fronti, secondo quanto riportato in un comunicato militare. "Dal 7 ottobre (2023), l'esercito è impegnato in una campagna continua su più fronti. Rimaniamo vigili e pronti alla possibilità di una ripresa di intensi combattimenti su tutti questi fronti: il 2026 potrebbe essere ancora un anno di combattimenti su ciascuno di essi", ha affermato Zamir durante un incontro con gli ufficiali.
Macron, avvierò colloqui con Teheran su situazione Stretto di Hormuz
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la sua intenzione di avviare colloqui con Teheran nel tentativo di allentare le tensioni relative allo Stretto di Hormuz. "La radice del problema è che oggi c'è questo blocco e lo Stretto di Hormuz è chiuso. Quindi dobbiamo affrontare il problema alla radice, permettere che le cose tornino alla normalità", ha dichiarato nel corso di una visita ad Andorra, come riportano i media francesi. Macron ha specificato che intende parlare "con le autorità iraniane" subito dopo la sua visita, sperando di "convincere" le varie parti "nei prossimi giorni". "Stiamo facendo tutto il possibile per garantire che il traffico nello stretto possa riprendere normalmente", ha aggiunto Macron. "È importante poter riaprire il traffico su entrambi i lati, per consentire il passaggio di gas, petrolio, fertilizzanti e altre merci attraverso questo stretto, perché ha un impatto sull'economia globale", ha spiegato.
Tajani, speriamo accordo su Hormuz, faremo nostra parte per sminare
"Ci auguriamo che possano accelerare i tempi dell'accordo sullo stretto di Hormuz. Ho parlato tra l'altro sia con il segretario di Stato americano Rubio e sia con il ministro degli esteri iraniano per cercare di assecondare un risultato positivo nei negoziati. Ora pare che sia difficile. Ci auguriamo che si trovi un punto di incontro che permetta poi di riattivare lo stretto di Hormuz. Noi siamo pronti a fare la nostra parte una volta che ci sarà il cessate il fuoco per sminare uno stretto che è fondamentale per il trasporto del gas, dell'olio, del petrolio e dei fertilizzanti. Quindi sono molti settori economici che dipendono dallo stretto di Hormuz, e per questo bisogna fare in fretta sperando che si trovi un accordo. Noi facciamo il tutto per assecondare questo". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, oggi pomeriggio a Prato, a margine del forum economico "Italia, Europa e America Latina".
Putin vede Araghchi a San Pietroburgo: "faremo possibile per pace"
Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in visita a San Pietroburgo. Lo riporta l'agenzia di stampa Ria Novosti, spiegando che Putin ha detto ad Araghchi che la Russia farà tutto il possibile, nell'interesse dell'Iran e degli altri Paesi della regione, per garantire la pace in Medio Oriente nel più breve tempo possibile.
Teheran, l'esercito deve avere per legge l'autorità dello Stretto di Hormuz
Secondo la proposta di legge in discussione nel Parlamento iraniano per la gestione della via navigabile, le forze armate iraniane sarebbero l'autorità responsabile dello Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, aggiungendo che le forze armate hanno già il controllo dello stretto e stanno cercando di vietare il passaggio di "navi ostili". Azizi ha anche affermato che la proposta di legge prevede che i proventi finanziari derivanti dallo stretto debbano essere pagati nella valuta locale, il rial.
Media: "Attesa oggi una riunione di Trump nella situation room sull'Iran"
Il presidente Usa, Donald Trump, dovrebbe tenere una riunione nella Situation Room sull'Iran con il suo team di punta per la sicurezza nazionale e la politica estera. Lo riporta Axios citando tre funzionari statunitensi. Il team di Trump - è stato riferito - discuterà dello stallo nei negoziati e dei possibili passi successivi.
Bbc, oltre 2.000 marittimi bloccati su 105 petroliere a Hormuz
Secondo un'associazione di categoria delle compagnie di navigazione petrolifera, circa 2.400 marittimi rimangono bloccati su oltre 105 petroliere nello Stretto di Hormuz. Lo scrive la Bbc. L'Iran ha dichiarato che lo stretto strategico per la navigazione, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (Gnl) mondiale, non può essere riaperto a causa delle "flagranti violazioni del cessate il fuoco" da parte di Stati Uniti e Israele. Intervenendo al programma Today della BBC, Tim Wilkins, direttore generale dell'associazione di categoria dei trasportatori di petroliere Intertanko, ha descritto come questa chiusura abbia causato il blocco di numerosi marittimi al largo delle coste iraniane. Wilkins spiega che a bordo si registrano "un'enorme quantità di ansia, stress e stanchezza", poiché gli equipaggi devono gestire le provviste di base, tra cui cibo e acqua, e svolgere compiti pratici come la rimozione dei rifiuti. "Molti sono bloccati a bordo senza alcuna certezza su quando potranno tornare a casa", aggiunge.
Ministro degli Esteri iraniano punta il dito contro gli Usa: "Richieste eccessive"
Nuove accuse agli Stati Uniti arrivano dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Dalla Russia, Araghchi ha puntato il dito contro contro "richieste eccessive" degli Usa in riferimento al flop dei colloqui in Pakistan. Lo riferisce l'iraniana Press Tv dopo le notizie di Axios sulla proposta che sarebbe stata presentata dall'Iran agli Stati Uniti tramite i mediatori del Pakistan.
Araghchi, approccio Usa ha causato il rinvio dei negoziati
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, arrivando in Russia, ha affermato che è stato l'approccio degli Stati Uniti a "causare il rinvio dei negoziati" che erano stati programmati a Islamabad, in Pakistan. "Quelli precedenti, nonostante i progressi compiuti, non erano riusciti a raggiungere i propri obiettivi", ha aggiunto, attribuendo la colpa a quelle che ha definito le "richieste eccessive" di Washington.
Iran: Centcom, Marina Usa ha intercettato 38 navi in Stretto Hormuz
"Le forze statunitensi hanno intercettato 38 navi" nello Stretto di Hormuz a cui è stato ordinato "di invertire la rotta o tornare in porta". Lo riporta in un post su X il Centcom, l'Us Central Command.
Iran a Usa, negoziati sul nucleare dopo apertura Hormuz e revoca del blocco
L'Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l'avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva. Lo riporta Axios. Secondo le fonti, la nuova proposta sarebbe stata presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pakistani. "La diplomazia è in una fase di stallo e la leadership iraniana è divisa su quali concessioni sul nucleare debbano essere messe sul tavolo. La proposta iraniana aggirerebbe questo problema, puntando a un accordo più rapido", osserva Axios. La proposta "si concentra sulla risoluzione della crisi relativa allo Stretto e al blocco statunitense". "Come parte di questo accordo - spiega Axios - il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero su una fine definitiva della guerra. Secondo la proposta, i negoziati sul nucleare inizierebbero solo in una fase successiva, dopo l'apertura dello stretto e la revoca del blocco". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe tenere lunedì un incontro sull'Iran con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera per "discutere dello stallo nei negoziati e dei possibili prossimi passi".