Bigliettopoli si allarga: "Autodenunciatevi ora"

Salzano di F&P Group: «Altri organizzatori sono coinvolti. Bisogna oscurare i siti di bagarinaggio»

Bigliettopoli si allarga: "Autodenunciatevi ora"

Insomma il caso «Bigliettopoli» è destinato a crescere. Dopo il servizio delle Iene, che ha dimostrato il coinvolgimento «fatturato» di una delle società di produzione più importanti (Live Nation) nel mercato di secondary ticketing (il bagarinaggio online), il mondo dei concerti si è spaccato. E i promoter prendono le distanze dallo scandalo sul prezzo dei biglietti gonfiato ad arte: «Non siamo tutti così». Una presa di posizione giusta per evitare una generalizzazione al momento del tutto sbagliata e dannosa. Ieri, nel corso di una delle conferenze stampa più tese e affollate degli ultimi anni, Ferdinando Salzano di F&P Group ha raccolto alcuni colleghi come lo storico David Zard e i manager degli artisti di cui organizza i concerti (da Claudio Maioli di Ligabue fino ai rappresentanti di Emma, Nek, Il Volo, Antonacci, Pausini e tanti altri) per dire senza giri di parole: «Sono convinto che altri organizzatori siano coinvolti e chiedo che si autodenuncino». Una richiesta chiara nella quale evidentemente non sono compresi Roberto De Luca di Live Nation (che ha rivelato alle Iene i rapporti con siti come Viagogo) e Claudio Trotta di Barley Arts (anch'egli intervistato dalle Iene) che nello scorso aprile ha denunciato il fatto alla Procura di Milano. «In Italia siamo dieci, quindici promoter», spiega Salzano, delimitando in qualche modo l'ampiezza della sua denuncia.

In effetti si tratta di un problema difficilmente arginabile. Intanto in Italia manca una concreta legge anti-bagarinaggio e una proposta emendativa al Dpef (appoggiata dalla Fimi) chiede di arrivare al blocco dei «siti di bagarinaggio» tramite l'agenzia delle entrate un po' come è stato fatto con la pirateria musicale, ormai decisamente in calo. Ma è stata dichiarata inammissibile al primo scrutinio. Altrimenti, si dice, potrebbero essere istituiti i biglietti nominativi in modo da limitare il bagarinaggio. Ma ora non c'è nulla. E, come si è visto ieri, i biglietti dei concerti di Tiziano Ferro, Mengoni e Giorgia erano in vendita a prezzi vari su Seatwave, nonostante il controllo della vendita online sia pressoché completamente in mano a TicketOne. «Nessun artista che rappresento, e tantomeno io, ha mai avuto in alcun modo a che fare con il secondary ticketing», ha spiegato Salzano in quella che lui stesso ha giudicato come «la conferenza stampa più difficile della mia carriera». In effetti l'ondata qualunquista che di solito avvolge e travolge questo tipo di scandali rischia di far apparire un settore come interamente corrotto, coinvolgendo gli artisti e, nello stesso tempo, demolendo la fiducia dei fan e degli acquirenti. «Nonostante i rami malati, il corpo dell'albero della musica live in Italia è sano», ha detto Salzano.

Di certo si tratta di un segmento di mercato colpevolmente trascurato dal legislatore e anche dalle Procure. Si vive quindi una fase di «vacatio legis» che rende obiettivamente quasi impossibile controllare le distorsioni e i danni agli acquirenti (a proposito, il Codacons ha denunciato Live Nation alla Procura di Milano). «Non possiamo impedirlo», ha sostanzialmente risposto Salzano alla domanda su come concretamente spiegare al pubblico perché accadano cose del genere.

Di certo, quantomeno, bisognerebbe evitare che siano gli stessi promoter a lucrare sul «surplus» derivante dal bagarinaggio online (nel servizio delle Iene si parla, con tanto di documenti, addirittura del 90 per cento a favore di Live Nation). Perciò «i siti di secondary ticketing devono essere oscurati - hanno chiesto Salzano e Maioli con l'evidente consenso di tutti gli altri manager - e non c'è nessun margine di trattativa sulla questione». Anche perché «ogni tentativo di mediazione significherebbe la morte del mercato ufficiale dei biglietti». Al di là del più rancoroso qualunquismo, sarebbe anche un danno enorme per una enorme quantità di lavoratori incolpevoli.

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