La star di Trainspotting 2 assassinato a colpi di pistola

L’attore era famoso per il suo ruolo di Doyle nel secondo episodio della serie Trainspotting

La star di Trainspotting 2 assassinato a colpi di pistola

L’attore Bradley Welsh, famoso per aver interpretato il ruolo del gangster Doyle nel secondo episodio della serie Trainspotting ideata da Danny Boyle, sarebbe stato ucciso in Scozia durante una sparatoria. L’attore aveva 42 anni ed era anche un pugile. L’assassinio sarebbe avvenuto mercoledì 17 aprile a Edimburgo.

Le indagini sulla morte dell’attore

Il corpo senza vita di Bradley Welsh sarebbe stato ritrovato dalla polizia di Edimburgo nel quartiere di Chester Street, nel West End intorno alle ore 20 di mercoledì 17 aprile. La polizia sarebbe stata allertata da una telefonata di un testimone che riferiva di aver visto un uomo ferito, che si è rivelato poi essere Bradley.

Fonti giornalistiche scozzesi citano un residente del quartiere che avrebbe visto l’attore di Trainspotting 2 con una ferita alla testa. La polizia ha rilasciato un comunicato ufficiale in base al quale la morte dell’attore “viene considerata sospetta e le indagini continuano”. Inoltre, viene sollecitato chiunque sia in possesso di informazioni attinenti al caso a “contattare immediatamente la polizia”. Comunque, in base ad alcuni commenti sui vari social network sembrerebbe che la polizia abbia suggerito alla popolazione residente di rimanere nelle proprie case.

L’attore di Trainspotting 2 era legato da una profonda amicizia allo scrittore Irvine Welsh, dalla cui opera è stata tratta la saga che ha reso famoso Bradley (anche se i due non erano parenti). Appena venuto a conoscenza della scomparsa dell’amico, Irvine Welsh ha rilasciato una commossa dichiarazione sul suo profilo Twitter: “Bradley John Welsh, il mio cuore è spezzato. Addio mio grande amico. Grazie per aver fatto di me una persona migliore e avermi aiutato vedere il mondo in modo più saggio e gentile”.

Bradley Welsh era anche noto per la sua attività a favore dei giovani meno fortunati che aiutava a stare lontano dalla criminalità attraverso lo sport e in particolare le attività della sua palestra di boxe.

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