Catherine Spaak: "Ho rischiato di morire per un'emorragia cerebrale ora ho crisi epilettiche"

L'attrice, ospite della prima puntata di Storie Italiane, ha raccontato di aver rischiato la vita pochi mesi fa per colpa di un'improvvisa emorragia e di esser salva solo grazie alla dedizione dei medici

Catherine Spaak: "Ho rischiato di morire per un'emorragia cerebrale ora ho crisi epilettiche"

"Sei mesi fa ho avuto un'emorragia cerebrale e, successivamente, delle crisi epilettiche dovute alla cicatrice". Il ritorno in onda della nuova edizione di Storie Italiane, il programma di Eleonora Daniele su Rai Uno, è scioccante con le dichiarazioni dell'ospite. A raccontare la drammatica esperienza vissuta poco prima della quarantena è l'attrice Catherine Spaak che, mentre stava parlando del suo ultimo film in uscita, ha sorpreso la conduttrice e i telespettatori con una confessione inattesa.

L'attrice francese, 75 anni, ha svelato a Eleonora Daniele l'incredibile dramma vissuto sei mesi fa e del quale ha un ricordo ancora confuso: "Uno si sveglia la mattina e ha delle cose da fare come tutti voi e poi si risveglia in un letto di ospedale e si chiede perché sto qui con i medici che mi dicono: "Perché non si è accorta di niente, avvisate i parenti"". Catherine Spaak ha rivelato di non provare alcuna vergogna a parlare di un argomento tanto delicato che, spesso, le persone tendono a nascondere. L'improvvisa emorragia cerebrale, della quale non ricorda nulla, e poi le successive crisi epilettiche dovute alla cicatrice rimasta dall'emorragia non sembrano aver scalfito il carattere forte di Catherine Spaak: "Un'emorragia non fa piacere a nessuno, ma oggi qui con il sorriso, con la capacità di ragionare e di parlare, ma anche di ribellarmi. Non ho perso la mia grinta e il mio coraggio. Dico a tutti che si va avanti. Se siamo malati non dobbiamo vergognarci".

Il dramma vissuto, che le ha lasciato strascichi sulla vista, le ha offerto una chiave di lettura diversa della vita e anche se delle settimane di ricovero la Spaak ricorda molto poco, la gratitudine verso medici e infermieri è grande: "Sono stata molto fortunata, sono andata in due strutture per la riabilitazione e ho avuto a che fare con persone straordinarie. Non ricordare molto è meraviglioso, non voglio sapere contrariamente a tante altre persone che vogliono sapere i dettagli. Ora sto benissimo, ho trovato una felicità improvvisa, una capacità di vedere le cose, di sentire. Una capacità emotiva, sento con molta intensità le persone che incontro, con cui parlo, ma i suoni, le intonazioni, i silenzi".

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