La «Cena di Natale» (con tradimento) della coppia d'oro Chiatti-Scamarcio

Amori, infedeltà, litigi, ricatti: un pre-cinepanettone con canzone di Emma

Cinzia Romani

«La storia della dolce attesa? È una sciocchezza! Io ero isterica, sbarellavo per via degli ormoni e ho preso quattordici chili», dice Laura Chiatti, che nella commedia di Marco Ponti La cena di Natale (in sala dal 24) recita accanto a Riccardo Scamarcio, nella parte della mogliettina tradita proprio mentre si trova all'ottavo mese di gravidanza. Una gravidanza dentro e fuori dal set, quella dell'attrice, madre di Enea e Pablo: girando a Polignano questo film-antipasto dei cinepanettoni a venire, Laura ha sfoggiato il suo pancione. Dopo il successo di Io che amo solo te, tratto dal bestseller (Mondadori) di Luca Bianchini (300mila le copie vendute), tornano sul grande schermo i protagonisti d'un racconto basato su amori e litigi, tradimenti e rivalità. E si rinnovano le dinamiche della coppia d'oro del cinema italiano, con la Chiatti a esaminare il decalogo delle infedeltà coniugali e Scamarcio a sciorinare l'inventario del «macho», un po' canaglia, un po' piacione. «Il mio Damiano è un bel personaggio. È portatore del conflitto, è uno abituato a farne una peggio dell'altra. Ha una personalità controversa, che riesce comunque a stabilire un rapporto empatico con il pubblico» spiega l'attore, qui ricattato dall'amante di turno per via d'una gravidanza inventata, ma utile a farlo fibrillare durante il fatidico cenone della vigilia.

Naturalmente non mancano gli archetipi: c'è la milf rampante, che si agita per tenersi stretto il marito (Michele Placido, bravissimo come don Mimì) mentre lo cornifica con un avanzo di galera; c'è la sua consuocera, che non vede l'ora di scappare a Parigi col marito di lei, c'è la vicina pettegola e il paese che mormora, tra capitoni e smeraldi che scompaiono.

Per Marco Ponti, che ha scritto fumetti, sceneggiato film e diretto Io che amo solo te, «è indispensabile guardare a film di genere come Signore & signori di Pietro Germi, dove i personaggi risultavano esecrabili, ma con una notevole carica umana. Perché Natale? Perché in quel periodo tutti i nodi vengono al pettine» spiega l'autore. Dedicato a Bud Spencer - «perché da solo o in coppia con Terence Hill, Carlo Pedersoli mi dava tanta gioia e amore per il cinema» dice Ponti - e girato tra Polignano a Mare, Monopoli e Martina Franca, La cena di Natale contempla anche una canzone di Emma, che preferisce non parlare del classico cenone a casa sua, «visto che siamo una famiglia rock e alla vigilia succede di tutto», scherza la cantante, pugliese anche lei. Ma quanto è unita, in realtà, la «coppia da film» Chiatti/Scamarcio? «Penso di amarlo più di quanto lui ami me. Sul set mi protegge e sa come dirigermi, quando ho bisogno di lui» risponde la Chiatti. «La conosco dai tempi di Compagni di scuola. Ha talento ed è spiritosa, quando imita Banfi» replica Scamarcio.

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