"La morte di Willy? Cultura fascista" E le cancellano l'account

È stata hackerata la pagina autrice del post sulla "cultura fascista" alla base dell'omicidio di Willy, condivisa dalla Ferragni, mentre Fedez punta il dito sulla cultura televisiva degli ultimi trent'anni

Ha fatto rumore la storia condivisa da Chiara Ferragni qualche giorno fa sul caso di Willy Monteiro. L'influencer ha fatto sue, pubblicandole nelle storie del suo profilo, le parole della pagina Instagram Spaghettipolitics, in cui si faceva riferimento alla "cultura fascista" e si definiva l'Italia come "Paese di merda". Ne è nato un grande dibattito, social e politico, tra chi ha sposato la posizione presa da Chiara Ferragni e chi, invece, ne contesta i toni e le etichette, spostando il focus sui modelli vacui degli influencer. Mentre il Paese discuteva di questo, il profilo natio del post è stato hackerato e ora la ragazza che lo gestiva punta il dito sulla censura, mentre Fedez difende sua moglie.

Dietro Spaghettipolitics c'era Michela Grasso, studentessa 21enne di scienze politiche ad Amsterdam. Grazie alla condivisione di Chiara Ferragni, il suo profilo è cresciuto rapidamente, passando da 20 mila a 70 mila seguaci. Approfittando di questa inaspettata notorietà, la Grasso ha immediatamente chiesto a Instagram di ottenere la spunta blu, simbolo identificativo dei veri profili che contano, come influencer e personaggi famosi. "Poche ore dopo mi è arrivato un messaggio da un account uguale a quello di Instagram che mi chiedeva di confermare la mia identità cliccando su un link. Anche il sito a cui rimandava sembrava affidabile e invece mi hanno rubato i dati e hanno cancellato tutti i miei account", ha spiegato la ragazza a Repubblica. Si tratta di una pratica purtroppo molto comune sul web, che prende il nome di pishing.

Michela Grasso si lamenta di aver perso il lavoro di due anni ma, soprattutto i messaggi di sua nonna. Tuttavia, a differenza di tutti gli altri utenti della rete, quotidianamente vittime di azioni come questa, lei può contare sull'aiuto di Chiara Ferragni. "Si è fatta mandare la mia mail per inviare una segnalazione a Instagram, ora incrocio le dita", ha detto la Grasso, che ora lamenta di essere vittima di censura. Non lo dice chiaramente ma lo lascia intendere con le sue parole: "La tempistica non può essere casuale, è accaduto proprio per il clamore suscitato dal post sull’omicidio di Willy sotto al quale c’erano moltissimi commenti offensivi e insulti sessisti. Ma di solito quando rubano un account, lo riutilizzano, lo vendono per guadagnarci soprattutto se ha molti follower, invece il mio è stato eliminato. Questo mi fa pensare che a qualcuno abbia dato fastidio la mia presa di posizione condivisa da vip e non". Michela Grasso ha dato volontariamente i dati del suo account a sconosciuti, peccando di buona fede e cadendo in una truffa per avere la spunta blu, ma accusa Instagram di non attuare un controllo adeguato.

Fedez è intervenuto sulla vicenda con alcune storie pubblicate sul suo profilo, in cui attacca chi ha puntato il dito contro sua moglie per aver associato il brutale assassinio di Willy alla "cultura fascista". In particolare, Fedez se la prende con chi ha spostato il capo d'accusa sulla "cultura degli influencer", ossia il modo superficiale di esporsi del quale vengono accusati lui e Chiara Ferragni. "Diamo per assodato che Chiara Ferragni e Fedez sono il problema di questa società. Se non esistessero Chiara Ferragni e Fedez non ci sarebbero più crimini, persone violente e il mondo sarebbe un posto fantastico. Allora domandiamoci che cosa (chi) ha creato Chiara Ferragni e Fedez? Di cosa sono figli?", si domanda il rapper. E qui arriva al punto del suo discorso: "Voi credete davvero che gli influencer siano peggio dei modelli culturali che ci venivano propinati 20 o 30 anni fa?". Quindi fa l'esempio di programmi come Non è la Rai e il Grande Fratello, che secondo lui avrebbero contribuito a creare il modello narcisistico oggi perseguito dagli influencer. "Siamo figli vostri", conclude Fedez.

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Commenti
Ritratto di tomari

tomari

Lun, 14/09/2020 - 11:30

Ben fatto!

Enne58

Lun, 14/09/2020 - 11:52

Solo che la citata cultura oggi alberga a sinistra

Fjr

Lun, 14/09/2020 - 12:00

Ma ancora a dare aria a questi due?E basta

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Lun, 14/09/2020 - 12:03

@Enne58 - Esatto.

fedeverità

Lun, 14/09/2020 - 12:06

Ma nella scatola cranica???? Ah scusa....niente! Ciao

Giorgio Colomba

Lun, 14/09/2020 - 12:34

Con la sostanziale differenza, volutamente ignorata dal ragnatelato Fedez, che trent'anni fa i cosiddetti 'social' - a cui egli e consorte devono assai - non si profilavano ancora all'orizzonte, ergo la condivisione dei modelli negativi risultava enormemente ridotta rispetto ad oggi.

Calmapiatta

Lun, 14/09/2020 - 12:59

LA causa della morte di questo ragazzo è nel vuoto ideale e culturale delle nuove generazioni a cui è stato instillato il principio del tutto e subito e dell'apparenza e dell'apparire a tutti i costi. I sacerdoti e vittime di questa religione del nulla sono proprio la sig.ra Ferragni ed il di lei coniuge. La politica qui non centra nulla, quei 4 tizi non hanno nemmeno gli strumenti per concepirla e capirla.

Ritratto di mbferno

mbferno

Lun, 14/09/2020 - 13:56

Io direi invece che il caso di Willy sia figlio della cultura del nulla,del successo virtuale dato dai follower,anch'esso basato sul nulla,e la coppia Ferragnez è il principale testimonial.

miu67

Lun, 14/09/2020 - 14:05

E chiedere scusa per aver definito l'Italia un paese di m..da per colpa di 4 criminali? Ovviamente le scuse non sono contemplate vero sarebbe troppo dignitoso da parte vostra.Sputate nel piatto in cui mangiate pensando di essere sempre dalla parte giusta. Pontificate usando i vostri profili social stando seduti sul vostro divano e vi credete migliori.... Mi spiace solo che molti giovani si facciano influenzare da personaggi come voi che pensano solo ai loro interessi fregandosene altamente delle conseguenze.

NOWAY99

Lun, 14/09/2020 - 14:59

Altro che cultura fascista i massacratori del povero Willy erano tutti fan sfegatati e mettevano i like sui social esclusivamente a politici di sinistra. E te credo pur avendo precedenti penali da brividi e un tenore di vita sproporzionato grazie alle depenalizzazioni piddine erano tranquillamente a piede libero, è evidente che i like fossero una forma di ringraziamento e riconoscenza per chi tanto aveva fatto per personaggi di quella risma.

ruggerobarretti

Lun, 14/09/2020 - 15:12

Fjr: infatti. Gentaglia della peggior specie, senza arte ne parte. Ma in era di (a)social, questo e tanto altro.

vinvince

Lun, 14/09/2020 - 16:01

Era ora !!! Ma chi si credono di essere ???

crisalba

Lun, 14/09/2020 - 18:07

ecco il punto : tante chiacchiere ma non riescono a capire di essere loro stessi oggetti che vengono usati e poi gettati .

roberto010203

Lun, 14/09/2020 - 19:05

In pratica dice che lui stesso e' vittima dei modelli sub-culturali dominanti. un influencer influenzato!

GIAMPAOLOFERRARI

Lun, 14/09/2020 - 19:20

Nel ventennio fascista questi delinquenti non avrebbero fatto in tempo ad uccidere nessuno perchè sarebbero stati nelle patrie galere molto tempo prima.Credo che la mancanza di severità nel far rispettare le regole sia nella cultura sinistroide che vuole liberalizzare la schifezza della droga alla base di tutte queste disgrazie commesse da delinquenti.

np

Lun, 14/09/2020 - 19:53

E' proprio vero che il mondo va al Rovescio!!!!! questa qua' senza arte ne parte ha fatto Milioni!!!!!!

Veterano

Lun, 14/09/2020 - 19:57

Sbagliato dare un colore politico a questa violenza, non è cultura fascista, come non è cultura comunista o bolsceviche, è soltanto cultura del bullismo e della violenza, del uso del potere fisico per annientare agli altri. È un atteggiamento personale nel quale il più forte picchia al più debole, sradicabile soltanto con il carcere per i responsabili della violenza.