Un veterano di guerra diventato corriere della droga

Il corriere - The Mule è il film scritto e diretto da Clint Eastwood che racconta la vera storia di Leo Sharp, un uomo che fece da corriere per un cartello di droga all'alba dei suoi 90 anni

Un veterano di guerra diventato corriere della droga

Il corriere - The mule è il film diretto e interpretato da Clint Eastwood che andrà in onda questa sera alle 21.21 su Canale 5. Clint Eastwood tornò alla recitazione a sei anni di distanza da Di nuovo in gioco, il film del 2012: mentre l'ultima prova come attore e regista insieme risaliva addirittura al 2008 con Gran Torino.

Il corriere - The mule, la trama

Earl Stone (Clint Eastwood) è un veteranno di guerra che ha passato gran parte della sua vita a dedicarsi alla sua attività di fioricoltore. Una passione che lo ha portato a mettere il lavoro sempre al primo posto, ai danni dell'ex moglie (Dianne Wiest) e della figlia Iris (Alison Eastwood) che non vuole avere più rapporti col padre. A quasi novantanni, Earl si è estraniato dalla sua famigila, eccezion fatta per la nipote Ginny (Taissa Farmiga). Come se non bastasse Earl perde anche il lavoro, quando la sua attività viene pignorata. A questo punto l'uomo accetta di incontrare delle persone che hanno un lavoro per lui: a causa della sua passione per la guida e la prudenza registrata nei suoi molti viaggi di lavoro, Earl viene scelto come corriere di droga: dovrà solo trasportare la merce da un punto all'altro. Sullo spaccio di droga sta intanto indagando l'agente Colin Bates (Bradley Cooper) che ben presto si metterà sulle tracce del corriere, senza sapere che si tratta di un uomo di novant'anni.

La vera storia di Leo Sharp, il corriere interpretato da Clint Eastwood

Per quanto Il corriere - The mule possa far pensare a una storia inventata per solleticare l'immaginazione dello spettatore, il racconto portato sul grande schermo da Clint Eastwood racconta eventi realmente accaduti. Il film di Eastwood, infatti, è basata sulla storia vera di Leo Sharp, un veterano della Seconda guerra mondiale che divenne un corriere per il cartello di droga di Sinaloa. Come riporta il sito del New York Times Leo Sharp era un veterano dell'Indiana che fu condannato a Detroit, all'età di 89 anni, per aver servito come corriere e aver contribuito al traffico di più di 630 chili di cocaina.

Leo Sharp veniva chiamato Tata dagli uomini del cartello che serviva e guidava un pickup Lincoln, che venne poi fermato il 21 ottobre 2011 sull'Interstatale 94, in direzione Detroit. Secondo i libri contabili - scritti a mano - del cartello di Sinaloa, Leo Sharp consegnò 250 chili di cocaiana nel febbraio 2010, 250 chili a marzo, 250 ad aprile e 250 a maggio. Come riporta il New York Times, l'agente Jess Moore che si occupava del caso lo descrisse dicendo: "Era una leggenda urbana". Proprio come il personaggio interpretato da Clint Eastwood - e come raccontato anche da Il Post - Leo Sharp era un appassionato fioricolotore: a lui si deve la creazione dell'Ojo Poco nel 1994. Proprio grazie ai suoi fiori Leo Sharp non ebbe alcun problema economico e riuscì a vivere della sua passione. Ma l'avvento di internet, come spesso accade, rese inutile e antiquato il servizio che l'uomo offriva agli appassionati.

Secondo il resoconto fatto sempre dal New York Times, fu un altro fioricoltore messicano a offrire a Leo Sharp la possibilità di lavorare per il cartello di Sinaloa, che era guidato da Joaquìn Guzman, conosciuto con il nome di El Chapo. La carriera di Sharp iniziò prima come corriere di denaro, poi, una volta ottenuta la fiducia dei suoi "datori di lavoro", il denaro venne sostituito dalla droga. La "carriera" di Leo Sharp come corriere si interruppe quando l'agente Jeff Moore scoprì che il cartello usava un uomo anziano per lo spostamento della merce. Un uomo che veniva chiamato affettuosamente Tata e, cioè, nonno. Dopo ulteriori indagini, Sharp venne arrestato. Nel 2013 venne condannato a tre anni di carcere e non offrì nessun aiuto sulle indagini inerenti il cartello di El Chapo. Il suo avvocato cercò di dimostrare che l'uomo fosse affetto di demenza senile e che dunque fosse stato in qualche modo costretto a diventare un corriere della droga, ma la difesa non andò come previsto. Alla fine, comunque, Sharp uscì di prigione dopo un anno a causa di una malattia che lo avrebbe poi condotto alla morte, avvenuta nel 2016, quando l'uomo aveva 92 anni.

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