Così Mercadini trasforma le parole in giochi di luce

Paolo Sortino

Si fatica a trattenere le lacrime per la commozione mentre sul volto si apre un sorriso che non se ne va neppure quando si chiude il libro; un volume breve e intenso pubblicato da Miraggi, che sta conducendo un ottimo lavoro di scelta e cura di testi originali. Parliamo di Sull'origine della luce è buio pesto (pagg. 96, euro 12) di Roberto Mercadini.

Mercadini, conosciuto per i monologhi teatrali esilaranti, carichi di umanità ferita, conosce i segreti anche della parola scritta. Le «solite, solide cose umane» si sciolgono nel petto di chi legge i versi dedicati alla figlioletta, a esempio, contenuti nella prima sezione, intitolata Cantici ottici dal richiamo a Dino Campana senza esserne la brutta copia, o all'Ottico dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters posto in epigrafe. È lei, Agata, bimba-luce che trasforma il mondo in un giocattolo. Ma non è una citazione, quanto l'evoluzione della poesia di autore in autore, cioè il crescere dell'intelligenza emotiva dell'umano di cui questo libro è espressione potentissima.

Poesia vera anche fuori dai versi, nelle prose caleidoscopiche che seguono più avanti e che percepiamo come felicità di dettato. E sono proverbi, storie di storie, oroscopi. Da dove vengono queste parole che l'autore ascolta e restituisce a occhi chiusi? Sono la luce del mondo, riverberi di un Bagliore Primo di cui continuiamo a non sapere nulla eppure ci giunge chiaramente. Potrebbe essere il Big Bang, o il Verbo di Dio, o l'Infanzia della civiltà. Luce che qui non è mai enfaticamente radiosa, ma radiante. Giunge dal cuore della terra, della lingua, della carne così come delle illusioni. Se lo leggerete, avrete seri problemi a inquadrare il pensiero dell'autore come oggi si tenta stupidamente di fare con ogni nuovo libro. È materialista, Mercadini, con il suo realismo descrittivo del pesce dentro cui cade il biblico Giona o lo stomaco del lupo in cui finisce Cappuccetto Rosso? O non piuttosto cristiano per il senso rivoluzionario del rovescio di ogni cosa, o magari ebreo ortodosso, vista la conoscenza che ha del Vecchio Testamento nella lingua originaria?

Mercadini è uno scrittore vero. Certe domande sfumano di fronte all'uso che fa della parola.

Commenti