Daiana Lou lasciano «XFactor» con polemica «Non si mischiano i morti con le patatine»

Il duo: «Questa è una centrifuga e ci sta facendo male». Ma Fedez dissente

Matteo Sacchi

Giovedì sera è andato in scena l'ennesimo psicodramma di questa stagione di XFactor (da Arisa brilla ai concorrenti in fuga). In pieno ballottaggio con televoto il duo Daiana Lou ha deciso di auto eliminarsi dalla gara. Il motivo? Hanno dichiarato di non farcela più a stare in un programma in cui «si passa così velocemente dal memorial per un ragazzo morto alla pubblicità delle patatine». Il riferimento era al ricordo, a inizio puntata, del cantante rap Cranio Randagio, morto sabato, e che nel 2013 aveva partecipato al talent nella squadra di Mika.

Panico per il conduttore Alessandro Cattelan (che quest'anno aveva già dovuto gestire il forfait, con polemica sui contratti discografici, dei Jarvis) mentre tutti i giudici, a partire da Alvaro Soler hanno cercato di far cambiare idea ai Daiana Lou. Anche la stessa Arisa, che dall'uscita del duo composto dalla cantante Daiana Mingarelli e dal chitarrista/ percussionista Luca Pignalberi aveva solo da guadagnare: a giocarsi il ballottaggio erano Loomy e Fem (entrambi della sua squadra). Il più duro coi Daiana Lou è stato Fedez. Prima ha fatto presente che stare su quel palco significava aver preso il posto di qualcuno interessato alla gara. Poi ha messo i puntini sulle «i» per la questione pubblicità e Cranio Randagio: «Mi ferisce che voi abbiate pensato che il memorial non fosse stato fatto col cuore e l'accostamento con gli spot pubblicitari non c'entra nulla: questa è la tv, funziona così... lo sapevate anche prima».

E in effetti è difficile dargli torto, perché per capire come funziona XFactor basta aver guardato una delle precedenti edizioni per almeno 10 minuti ed è un po' strano che due cantanti siano arrivati sino a quasi metà gara senza rendersi conto di essere in un programma che ha anche intenti commerciali. Più morbido nel giudicare Manuel Agnelli: «La televisione a volte non è come ce la si aspetta».

Nel frattempo è partita la discussione sui social e c'è chi ha notato che «il gran rifiuto», da Dylan che non ritira il Nobel passando per l'immaginario Papa di Sorrentino, Lenny Belardo, va per la maggiore. Difficile capire quando è fatto per visibilità o quando è fatto, parole dei Daiana Lou, perché ci si trova in «una centrifuga e ci sta facendo proprio male».

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