The Deuce, una serie tv in stile Taxi Driver

The Deuce racconta lo stesso mondo che vede il protagonista di Taxi Driver: prostituzione, droga e violenza nella New York degli anni ’70

New York negli anni ’70, in particolare una strada chiamata Deuce. Poi James Franco, Maggie Gyllenhaal e David Simon, già artefice di The Wire, uno dei mostri sacri delle serie tv.

The Deuce prende il nome da una strada di New York dove prostituzione e spaccio di droga sono gli esercizi commerciali più diffusi. Una strada che fa arrabbiare Travis Bickle, cioè Robert De Niro in Taxi Driver, e che lui profetizza verrà ripulita da un altro diluvio universale. The Deuce parte dalla strada ma va ben oltre e racconta non soltanto di come è nato e si è affermato il porno in America, ma anche quanto era vasto e radicato il crimine nella città di New York in quegli anni. Gli episodi si concentrano su tre storie che si sviluppano e si intrecciano tra di loro più di una volta: nightclub, prostituzione e cinema porno.

Nel mondo dei locali notturni c’è James Franco nella duplice veste dei gemelli Frankie e Vincent Martino. Il primo è scapestrato e con il vizio del gioco d’azzardo, il secondo è audace e con l’istinto per gli affari. Partendo da dietro il bancone di un bar coreano, Vincent riuscirà a farsi largo tra i locali notturni di New York. Purtroppo però dovrà anche fare affari con la mafia, un socio scomodo. Vincent è come re Mida: ogni locale che gestisce diventa una miniera di soldi: con il tempo uscirne sarà sempre più difficile per lui.

Maggie Gyllenhaal ha il ruolo più difficile in The Deuce. Eileen è una prostituta senza nessuna protezione che ambisce al cinema. Vuole raccontare quel mondo che conosce bene, ma vuole farlo in modo artistico, senza ridurlo alle sole scene di sesso. Insieme a lei anche Lori, cioè Emily Meade, già vista nella prima stagione di The Leftovers e ora personaggio fisso di The Deuce. Lori ha un percorso simile a Eileen, anche lei arriva dalla strada e vuole entrare nel mondo del porno, ma in questo caso come attrice.

The Deuce, soprattutto nella prima stagione, ricorda Mean Streets e Taxi Driver di Martin Scorsese. Difficile non pensare al famoso monologo del protagonista di Taxi Driver, alle luci delle insegne mentre guida di notte oppure alla sua “missione” finale. Tutti punti a favore di The Deuce che ci regala quindi emozioni ed atmosfere simili. Non sorprende che questo prodotto sia firmato dalla HBO, da cui sono uscite le migliori serie degli ultimi anni, da Il Trono di Spade a True Detective e Westworld. Il risultato, da una parte dovuto dalla presenza di un cast di un certo livello e dalla partecipazione nella produzione, insieme agli stessi Franco e Gyllenhaal, di David Simon, è di evidente qualità.

Gli episodi, anche se privi di colpi di scena, sono molto intensi, con un costante resoconto degli anni ’70, che affascina e mantiene alta l’attenzione. La serie, trasmessa in Italia da Sky, è stata confermata per una terza stagione, di cui ancora non sappiamo la data di uscita. Decidere di concludere The Deuce dopo tre stagioni non è un fallimento ma il compimento di un ottimo lavoro, che altrimenti sarebbe stato rovinato dall’eccessivo prolungamento della storia. Ad oggi infatti solo Mad Man e Dowtown Abbey sono riuscite a raccontare un periodo storico e rimanere al vertice dopo molte stagioni. Attendiamo il capitolo finale per vedere fino a che punto le ambizioni dei protagonisti verranno soddisfatte, ma per adesso non possiamo che essere contenti di The Deuce: trattando argomenti forti e omaggiando importanti film, è da ritenere un grande risultato, purtroppo sottovalutato dal pubblico.

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