Cultura e Spettacoli

Edwyn Roberts: "Da Amici alla vittoria con Diodato a Sanremo"

Il co-autore di “Fai Rumore”, canzone vincitrice all'ultimo Festival di Sanremo, è il protagonista della nostra rubrica “Gli ex di Amici”. Edwyn Roberts di strada ne ha fatta dal 2013, un successo dietro l'altro...

Edwyn Roberts: "Da Amici alla vittoria con Diodato a Sanremo"

Nel 2013 ha partecipato ad “Amici di Maria De Filippi” come cantautore, arrivando fino alle ultime puntate della fase serale all'ottavo posto, quell'anno vinse il rapper Moreno. Poi, caso unico e raro, uscito dalla scuola firma per l'editore Curci, come autore. In genere i cantanti vengono accolti sotto etichetta discografica, ma Edwyn Roberts grazie alle sue parole e alle sue intuzioni cavalca diverse onde di successo. Già da subito nel 2015 con “Senza Fare Sul Serio”, hit e triplo disco di platino di Malika Ayane, poi è arrivata la fortunata collaborazione con Laura Pausini con "Simili" e la vittoria al Festival di Sanremo con “Fai rumore” di Diodato. Prossimo step? “Scrivere per Mina e pubblicare un disco come cantautore”. Ecco il protagonista della nostra rubrica “Gli ex di Amici”.

Nel 2013 entri a far parte della scuola di “Amici di Maria De Filippi”. Cosa ti ha dato e tolto questa esperienza?

“Non mi ha tolto nulla perché un talent come 'Amici' ti aiuta, soprattutto quando non sei strutturato per sopravvivere nel mondo della musica, una volta che finisce tutto. Penso che 'Amici' mi ha dato la possibilità di rendermi conto della mia inclinazione, cosa mi riesce meglio e cosa no. Ad esempio, mi sono reso conto che probabilmente essere messo nelle condizioni di confrontarmi, cantando canzoni di altri non è la mia dimensione. C'è chi è più bravo di me, io ho una visione più intima e in tv facevo fatica a trovare il mio modo per farmi valere. 'Amici' mi ha dato visibilità, tanto che ho firmato poi un contratto di esclusiva editoriale con Edizioni Curci. La mia casa, la mia famiglia artistica”.

Come nasce il tuo amore per la musica?

“Quando mia madre ha letto la pagella della Quarta Elementare. Dai commenti dalle maestre si capivano già un sacco di cose. Prima ancora di imparare a relazionarmi con i bambini, ho imparato a suonare uno strumento. Suonavo più che esprimermi con le parole. Ho iniziato a suonare già a 4-5 anni, quasi per caso...”

Ricordi la tua prima canzone?

“Difficile da definire tale! Le prime canzoni sono sempre molto - diciamo così - 'oneste'... Soprattutto quando poi il tuo lavoro diventa scrivere, col senno di poi, le guardi con occhio molto critico. La mia prima canzone risale a quando avevo 14 anni e mi esibivo con la prima band rock-progressive nei locali. Un'esperienza che mi ha aiutato molto per la mia formazione musicale. Tendevamo a fare musica complicata e canzoni non convenzionali, con tanti cambi di testo, armonie e tonalità. Non rinnego niente di quegli anni”.

Poi l'incontro con Niccolò Agliardi ha cambiato la tua vita professionale, cos'è successo?

“È stata ed è una figura molto importante, oltre ad essere stato una bussola in questo ambiente molto piccolo. È fondamentale avere qualcuno che ti aiuta a capire come comportarti. Quando, avevo solo diciannove anni, avevo già in tasca un contratto con la Curci e a 21 anni ho scritto 'Senza Fare Sul Serio' per Malika Ayane (triplo disco di platino, ndr), ho anche avuto la fortuna di collaborare con Pacifico. Niccolò è una figura per me fraterna, ma è anche molto severo, in altri momenti affettuoso. La cosa che mi ha insegnato è stata quella di avere spalle forti e strutturate per cercare di non snaturarmi, un concetto molto importante soprattutto per l'autore. C'è chi tende ad accontentare gli altri sotto tutti i punti di vista ed è facile cadere in meccanismi più o meno incontrollabili, come, per esempio, cercare di scrivere cose che possano rendere felici gli altri più che te stesso. La scrittura è molto personale ed è fondamentale che abbia come ingrediente delle canzoni: la verità”.

Hai collaborato con tanti artisti tra cui Laura Pausini, il primo brano per lei è stata la hit “Simili”.

“La cosa pazzesca di quella canzone è stata la velocità con cui si è instaurata collaborazione con Laura. Lei aveva l'esigenza di far passare il concerto dell'essere simili, che non ci sono barriere tra tutti noi. Così gasatissimo e stimolato da lei, Niccolò Agliardi e dal team, con la voglia di fare bene, ho dato il massimo in soli 15-20 minuti. Ho confluito le energie in questo testo. È stato bellissimo, quando riesci a descrivere un sentimento universale che non ha bisogno di punti di vista, in quel momento si crea il senso di appartenenza a una canzone, vuol dire che hai raggiunto il tuo obbiettivo”.

E poi arriva il Festival di Sanremo con la vittoria di “Fai Rumore”. Un sodalizio importante con Diodato, com'è nata la canzone?

“Era novembre, ci siamo trovati a scrivere in studio. Era capitato di vederci abbastanza spesso, abbiamo tanti punti in comune anche a livello di gusto musicale. Quel giorno ci siamo trovati a fare un po' di musica. Il primo impatto emotivo è stata l'onestà potente legata all'aspetto musicale. È nata prima la melodia e immediatamente dopo è venuta fuori la parola 'fai rumore'. Da lì abbiamo pensato al concetto del trascinare melodicamente il sentimento, è venuto naturale partire da questo concetto. Poi Antonio (Diodato, ndr) ha sviscerato tutto il resto, in modo molto naturale. Infatti il testo è molto lineare e senza giri di parole. Penso sia importante che abbia vinto una canzone come questa al Festival. Anche da spettatore l'avrei apprezzata, perché è come se avesse vinto l'Italia a livello culturale con il suo enorme bagaglio di melodie. Nel mondo la musica italiana si è fatta apprezzare per l'approccio 'romantico' e sono felice che 'Fai Rumore' abbia avuto questa attenzione.

È per questo che all'Eurovision rimarrà intatta la versione italiana?

“Sì. Sono già felicissimo perché sarà un bel racconto italiano su quel palco”.

Hai già ottenuto tantissimi riconoscimenti, quale sarà la prossima sfida?

“Vivo ogni giorno, come se fosse l'ultimo giorno. Tutto questo mi porta a vedere tutto come un gradino in più da aggiungere alla mia vita. Sono curioso, non escludo magari di fermarmi come autore e concentrarmi solo su di me, ho anche delle esigenze mie come cantautore. Ho qualche canzone 'incantabile' da altri e quindi saranno mie! (ride, ndr) Sia come autore che cantautore, il mio obbiettivo sarà sempre lo stesso: essere fiero di quello che faccio, di ogni singola nota, di ogni parola che ho dato”.

C'è un artista per cui vorresti scrivere?

“Sono di facile innamoramento, mi innamoro di tanti artisti, poi magari mi disamoro, ma c'è sempre stata un'artista del mio cuore, che è nata nella mia città: è Mina. Non le ho spedito ancora nulla, sono diviso tra due poli opposti: vorrei tanto incontrarla e il rispetto per una una artista intoccabile. A Cremona mi hanno detto che probabilmente lei di me verrà a sapere...”

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