Il figlio di Rodolfo Laganà: "Ecco perché ho detto ai giovani di restare a casa"

Il figlio dell'attore Rodolfo Laganà ha lanciato un video che è diventato virale, invitando tutti a restare a casa e a rispettare il lavoro dei medici e degli immunodepressi come lui

Filippo Laganà, attore 26enne figlio di Rodolfo Laganà, ha lanciato settimane fa un video che è diventato virale. Un invito in romanesco a rimanere a casa. Un anno fa il trapianto di fegato ha costretto Filippo a stare a casa per un anno. Oggi, proprio quando è guarito, la voglia di una "birretta" è forte, ma Filippo prova a farla passare anche ai suoi coetanei. “Ma tu non sei quello che stava sabato a Campo de' Fiori a farsi la biretta? Tanto a te il Coronavirus che ti fa? Niente no? - si chiede Filippo rivolgendosi alla camera del telefonino, nel video che poi ha avuto un grande successo - Ammazza solo gli immunodepressi, ti volevo dire una cosa: è un anno che sto a casa perché non avevo le forze e sono immunodepresso e quando ho chiesto aiuto perché stavo morendo i medici mi hanno salvato la vita e ora loro che chiedono il mio aiuto e io sto a casa ancora e allora spiegami una cosa io che sto bene, dopo che sono stato a casa, non ci vado a fare la birretta e spiegami perché tu che è un anno che vai a fare la biretta da un anno, non puoi restare a casa quindici giorni a casa?”.

Ho voluto fare questo video quando è uscito il primo decreto sul Coronavirus – ci racconta il giovane attore, attualmente chiuso nella sua casa di Trastevere a Roma - più che altro per convincere i miei amici a restare a casa. Mi sono sentito responsabile delle persone che mi hanno salvato la vita, visto che ho avuto un problema di salute serio che mi ha completamente cambiato la vita e mi ha fatto capire tante cose”.

Come mai hai sentito l'urgenza di rivolgerti ai tuoi coetanei?

“Si pensa, in maniera sbagliata, che questo virus possa prendere solo gli anziani. In realtà il virus attacca tutti noi indistintamente, anche a me che ho le difese immunitarie basse. Quindi il senso è che dobbiamo fare uno sforzo tutti assieme e non mollare. Riusciremo a farcela, ma se ogni volta ognuno pensa a se stesso, non se ne esce più. Gli italiani ci hanno messo un po' a capirlo, ora ci stiamo comportando bene”.

Sei un attore da diversi anni, hai seguito le orme di tuo papà. Che consigli ti ha dato?

“Dopo il teatro si va a cena, senno è proprio inutile uscire di casa (ride, ndr)! Scherzi a parte, mi ha sempre dato consigli molto semplici, ma efficaci: rimanere sempre se stessi e non mancare di rispetto alle maestranze, che sono le vere macchine che muovono le redini del teatro, della tv e del cinema”.

È vero che in realtà volevi fare lo chef?

"Verissimo, è una mia grande passione che ho preso da mio nonno Roberto, che cucinava benissimo. Ho fatto anche una scuola di cucina e mi sono diplomato. Poi ho sentito forte il richiamo della recitazione, ma all'inizio non gliel'ho detto a mio padre, ho iniziato a studiare di nascosto. Ma la cucina è una passione che non ho mai abbandonato, il mio piatto forte è il pesce”.

A cosa stai lavorando?

“Con un gruppo di amici stiamo per chiudere un bel progetto, che nascerà sul web, che si riallaccia alla tradizione del grande varietà. Sono professionisti e colleghi che ho conosciuto qualche anno fa, quando ho frequentato l'Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini di Massimo Venturiello e Tosca. Facevo parte della prima classe sperimentale e ho stretto amicizia anche con la sezione musicale. Così ci è venuta questa idea. C'è sempre capitato di lavorare telefonicamente, ma poi ci si vedeva dopo una settimana e si concretizzavano le idee. Stavolta è tutto diverso e anche a distanza, stiamo cercando di realizzare tutti i momenti che comporranno lo show. È tutto molto complicato, ma anche divertente. Vogliamo dimostrare che a noi giovani attori, se viene data la possibilità si esprimerci, le cose le sappiamo fare, l'inventiva non ci manca. Vogliamo solo avere più spazio”.

Cosa vedremo in questo varietà virtuale?

“Andrà online suddiviso per piccoli argomenti. Avremo una orchestra che suona, c'è chi interverrà da Milano e Napoli, avremo anche un corpo di ballo! Questa idea la svilupperemo anche quando questo momento difficile sarà finito. Quando torneremo tutti alla nostra vera casa, che è il teatro”.

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