Il film del weekend: "007 - Skyfall"

Per i 50 anni della saga, il regista Sam Mandes rende omaggio a Bond traghettandolo dal passato ai tempi attuali come meglio non si potrebbe

In cinquant'anni di 007 non è mai stato eguagliato lo splendore degli esordi, quelli in cui fu data perfetta personificazione all'agente segreto creato da Ian Fleming nei suoi romanzi. Ma "007 - Skyfall" quasi riesce nell'impresa. Sam Mendes, ("American Beauty", "Era mio padre"), il regista dell'attesissimo ventitreesimo episodio, rende omaggio ai dogma della saga ma ha l'audacia di decostruire l'iconografia di 007 e rimodernarla assemblandole nuovi elementi legati al periodo storico attuale.

Il risultato è un film perfettamente bilanciato tra un elegiaco e celebrativo ritorno al passato e uno sguardo al futuro. In "007- Skyfall" qualcuno ha rubato la lista degli agenti militanti nell’MI6 e minaccia di renderla pubblica. La missione di James Bond è recuperarla, scoprendo chi stia attaccando l’agenzia.

Da ineluttabile incontro di tradizione e modernità, questa pellicola pone tra le righe un interrogativo: c'è ancora posto in questo mondo per una figura come quella di James Bond? La risposta è nei 143 minuti che costituiscono il film, tra un viaggio alle origini a bordo della vecchia Aston Martin DB5 e un finale americaneggiante, senza tralasciare azione, divertimento ed esotismo lungo il tragitto. Memorabili le location, in quanto di rara potenza espressiva grazie alla fotografia del leggendario Roger Deakins.

Daniel Craig è un Bond che non ha lo stile e l'eleganza di Connery ma è credibile, deciso, di sostanza; in questo episodio in particolare è meno epicureo ma dotato di un umorismo buffo. Judi Dench interpreta M (nome in codice del direttore dell’MI6) alle soglie di un pensionamento forzato; è una leonessa dagli occhi di acciaio che ruggisce ferita, la depositaria di un mondo e di un modo di proteggere la nazione ritenuti oramai superati. Oltre a questo, incarna anche una sorta di madre surrogata per Bond ed è, in definitiva, la donna più importante del film, spietata, fragile, amata, colpevole e vittima al tempo stesso.

Javier Bardem è Silva, il cattivo di turno, un terrorista informatico sessualmente ambiguo con ciuffo di capelli biondi e movenze eleganti; compare a settanta minuti dall'inizio ed è dosata anche la sua successiva presenza perché ha un carisma tutto particolare che fagocita l'attenzione dello spettatore. Silva è pura ferocia mossa da imperituro dolore. Ha uno spiccato lato ludico e ricorda a tratti sia il Joker di Heath Ledger che l'Hannibal Lecter di Anthony Hopkins.

Si tratta di un film d’azione che sfuma in altri generi cinematografici grazie alla caratterizzazione dei personaggi ,

all'indagine nei loro chiaroscuri, nelle colpe così come nelle ferite. "Skyfall" richiama a tratti il Batman di Cristopher Nolan, è destinato a un pubblico trasversale e intratterrà anche chi non ha mai visto un film di 007.

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