Fiorello forse, Giletti e Floris no: la Rai presenta i suoi palinsesti

A Milano presentati i palinsesti Rai. Orfeo: "Fiorello? Forse. Ma per Floris e Giletti i palinsesti sono chiusi"

Fiorello forse, Giletti e Floris no: la Rai presenta i suoi palinsesti

Un lungo applauso per ricordare Fabrizio Frizzi, morto a marzo dopo una malattia che l'ha colpito. La Rai ha voluto aprire con un omaggio al grande conduttore la presentazione dei palinsesti autunnali.

"Abbiamo ancora negli occhi le persone in coda per dare l'ultimo saluto a Fabrizio Frizzi", ha detto il direttore generale della Rai, Mario Orfeo. "Mi colpirono le parole di una donna che disse: 'Da quando è morto mio marito cenavo ogni sera con il mio amico Fabrizio'. Questo sorriso è il volto della Rai che vogliano oggi e speriamo anche nel futuro".

E anche Flavio Insinna - che "eredita" L'Eredità - ricorda il conduttore: "Non prenderò mai il suo posto" (guarda il video).

Resta invece in forse il ritorno in Rai di Fiorello: "È sempre una sorpresa, chi vivrà vedrà", dice Orfeo. Che chiude invece le porte - almeno per ora - a Giovanni Floris e Massimo Giletti: "I palinsesti sono chiusi e impacchettati", ha tagliato corto.

Confermata la presenza di Claudio Baglioni al Festival di Sanremo: "Evidentemente le scelte comode non fanno per noi", ha detto il cantante da Lampedusa, "Sarebbe stato più comodo tornare a fare il mio mestiere, ma mi sento onorato di far parte di questa bellissima famiglia".

E poi torna lo storico programma Portobello: a far rivivere la trasmissione che rese celebre Enzo Tortora ci sarà Antonella Clerici (guarda il video).

Al posto della Clerici a La Prova del Cuoco arriva invece Elisa Isoardi, ex conduttrice di Buono a sapersi e compagna di Matteo Salvini. Del ministro dell'Interno però non vuole parlare: "Teniamo le due cose separate" (guarda il video).

Poi Orfeo ha rivendicato il ruolo della Rai, che "è il servizio pubblico e lo dico fuori da retorica e con buona pace di chi vorrebbe altrimenti, spesso in conflitto di interessi o per definirla meglio per compiacenza a qualche editore ma senza accorgersi di essere distonici rispetto a quello che succede negli altri servizi pubblici dei grandi Paesi europei". Anche per questo, sottolinea il dg, non ci sarebbe stata la corsa al Mondiale: "Non mi sono mangiato le mani perché Mediaset ha potuto recuperare i soldi spesi", spiega, "Soldi che Rai non poteva spendere con l'Italia eliminata, visto che la scelta non sarebbe poi diventata di servizio pubblico. Chi li ha presi poteva spendere di più e recuperare in pubblicità, senza limiti di affollamento del 4 per cento, che invece ci sono in Rai".

Non sono mancati quindi i riferimenti alla politica, con la Rai che "è accoglienza vicinanza e solidarietà". Ma sul nuovo governo gialloverde, Orfeo svicola: "Sono daltonico e quindi non distinguo i colori".

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