Le foto mai viste di Cobain morto. È stato ucciso?

Un giornalista in tv annuncia che nelle immagini c'è la prova dell'omicidio

Oggetti rinvenuti sul luogo del suicidio di Kurt Cobain
Oggetti rinvenuti sul luogo del suicidio di Kurt Cobain

Bang! Nel cuore dei fan risuona ancora come un incubo quel colpo di fucile con cui Kurt Cobain si è tolto la vita il 5 aprile 1994... Suicidio? Ma certo, e chi parla di omicidio e altre oscure storie è il solito complottista che vede il noir dietro ogni storia rock'n'roll. Da decenni si dice che Brian Jones non è annegato nella sua piscina ma è stato ucciso tenedogli la testa sott'acqua... Da una vita si racconta che Jimi Hendrix fu «ingozzato» di vino fino alla morte da un medico senza scrupoli... Anche Cobain, da buon maledetto, ha diritto a una morte in giallo... A riaprire il caso è il giornalista televisivo Richard Lee, che in una tv locale di Seattle ha mandato in onda il programma Now See It Person To Person: Kurt Cobain Was Murdered. Un titolo al fulmicotone, per attirare facili ascolti di un pubblico pruriginoso o c'è davvero qualcosa di solido dietro? Comunque sia è scoppiato il caso. Lee ha chiesto di riaprire il processo e di rendere pubbliche una serie di fotografie che dimostrerebbero, oltre ogni dubbio, che il leader dei Nirvana è stato assassinato. Già a metà marzo dell'anno scorso - pochi giorni prima del ventesimo anniversario della morte - la polizia ha reso pubbliche alcune foto inedite della scena del delitto che però non provavavno nulla. C'era il suo kit da eroina e le sue cose, un berretto da aviatore, un portachiavi, occhiali da sole e alcuni dollari (come si vede nella foto sotto). Il detective Mike Ciesynsky, che ha riesaminato il caso (i cosiddetti Cold Case resi celebri anche da una serie televisiva) ha spiegato seccamente che è stato «un suicidio».

Eppure le domande sul suo strano suicidio rimangono. Come ha fatto Cobain a spararsi se il suo corpo era talmente pieno di eroina (tre volte più della dose considerata letale come ha dimostrato il coroner) da non consentirgli di imbracciare un pesante fucile? Perché non ci sono le sue impronte digitali né sull'arma né sulla penna con cui ha scritto la sua lettera d'addio? Perché il messaggio sembra scritto da due mani diverse? Insomma gli interrogativi sono ancora tanti, e in queste ore il giudice della Corte Suprema Theresa Doyle sta decidendo se riaprire il caso e rendere pubbliche queste benedette fotografie.

Sarebbe qualcosa di clamoroso, che la famiglia di Cobain non vuole assolutamente avvenga. La vedova, la bizzarra Courtney Love, e la figlia Frances Bean non vogliono assolutamente che sia riaperta l'inchiesta. Courtney Love ha detto: «La divulgazione pubblica delle foto riaprirebbe le mie vecchie ferite e mi procurerebbe nuove sofferenze. Sarebbe inoltre una madornale violazione della nostra privacy. Non riuscirei a cancellare quelle immagini dalla mente. Sarebbe un trauma enorme per me e per altri». E la figlia Frances ha rincarato: «Ho dovuto affrontare molti problemi a causa della morte di mio padre. Fare ulteriore sensazionalismo con la pubblicazione di queste foto, sarebbe per me un dolore indescrivibile. Vengo continuamente molestata da fan ossessionati, e temo che la situazione possa peggiorare. Un fan ha fatto irruzione nella mia casa in California e ha aspettato per tre giorni il mio ritorno perché credeva che l'anima di mio padre fosse entrata nel mio corpo». Comunque vada, speriamo che prima o poi quel corpo sfatto e sfigurato trovi la pace.

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