Hachiko, il cane che attese fino alla morte il ritorno del suo padrone

Hachiko è il film con Richard Gere che porta sul grande schermo la vera storia del cane Hachiko, diventato una celebrità per la lealtà con cui ha sempre aspettato il suo padrone

Hachiko, il cane che attese (davvero) fino alla morte il ritorno del suo padrone

Hachiko - il tuo migliore amico è il film di Lasse Hallstrom con Richard Gere che andrà in onda questa sera alle 21.25 su Rete 4 e che racconta una tenerissima storia vera, che appartiene in realtà alla cultura giapponese, ma che è stata in grado di raggiungere persone in ogni parte del globo.

Hachiko, la trama

Parker Wilson (Richard Gere) è un professore universitario che insegna musica e che accetta di adottare un cane di razza akita, famosa per la sua fedeltà. È così che Hachiko entra nella vita del professore e di sua moglie (Joan Allen), nonostante un'iniziale forma di rifiuto da parte della donna. Ma la tenerezza e la lealtà di Hachiko sconfiggono ogni dubbio. Soprattutto quando appare evidente il forte legame che c'è tra il cane e il suo padrone. Tra i due, infatti, nasce una profonda amicizia in brevissimo tempo. Amicizia che il cane dimostra con un gesto straordinario. Parker, infatti, è costretto a fare da pendolare ogni giorno per raggiungere l'università dove lavora e ogni giorno, quando torna a casa, l'uomo trova Hachiko alla stazione, ad aspettarlo.

La vera storia del cane fedele e della sua lunga attesa

Il racconto portato sul grande schermo da Lasse Hallstrom è tratto da un'incredibile e struggente storia vera che si è dipanata tra gli anni '20 e gli anni '30 in Giappone, tra la regione di Odate e Tokyo. Odate, infatti, era la città d'origine di Hachiko, il cane che poi venne adottato dal professore Hidesaburo Ueno, un agronomo dell'Università di Tokyo, che dopo aver salvato il cane decise di portarlo a vivere con sé nella sua casa che si trovava nella famosa zona di Shibuya. Proprio come viene mostrato dal film e come viene raccontato anche dal The Hollywood Reporter, Hachiko aveva l'abitudine di accompagnare Ueno fino alla stazione, dove prendeva il treno per recarsi sul posto di lavoro. E ogni giorno, alle cinque di pomeriggio, Ueno ritrovava il cane proprio fuori dalla stazione, dove era rimasto ad attenderlo.

Questa storia di amicizia e lealtà, però, non ha un lieto fine. Il 21 maggio 1925, infatti, Ueno morì in università, a causa di un ictus. Quel giorno il professore non tornò a casa, ma Hachiko continuò ad attenderlo. E la sua attesa si allungò per giorni e poi per i mesi a seguire. Il cucciolo di Akita, infatti, si dirigeva ogni giorno alla stazione, nella speranza di veder riapparire il suo padrone. Questa sua attesa si protrasse per dieci anni e ben presto Hachiko divenne non solo una presenza fissa, ma anche un amico di tutti i commercianti della zona. Il capostazione, così come i proprietari dei negozi intorno alla stazione, presero l'abitudine di portare del cibo al cane, di elargirgli carezze: e ben presto la fama del cane leale superò i confini della città e Hachiko ricevette visite da persone che venivano da ogni parte del Giappone per potergli fare un po' di compagnia.

Quando l'8 maggio 1935 Hachiko morì la notizia del suo trapasso venne trasmessa dai maggiori quotidiani e dai telegiornali e al Giappone parve di aver perso un amico. La lealtà di Hachiko venne celebrata con una statua realizzata da Teru Endo, come riporta il sito del Japan Times, e il cane venne infine seppellito nel cimitero di Aoyama, a fianco dell'uomo che non aveva mai smesso di aspettare.

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