Humor nero e gag su Renzi Luca e Paolo svegliano la serata della nostalgia

I big omaggiano i grandi del passato (con scivoloni). I due guastatori irridono la tv del "caro estinto" e pungono il "cazzaro fiorentino". Il Viperetta trionfa

nostro inviato a Sanremo

C'era bisogno di loro: Luca e Paolo. La serata delle cover al Festival di Sanremo è andata avanti con tranquillità, toccando picchi emotivi con Se telefonando di Nek (picco alto) e Chiara (picco basso con Il volto della vita di Caterina Caselli) finché non sono arrivati loro due, di nuovo qui al Festival dopo quella famosa Ti sputtanerò periodo casa di Montecarlo di Fini. La loro «rip parade» è stato un continuo omaggio scherzoso ai morti eccellenti degli ultimi anni cui il Festival di Sanremo ha riservato uno spazio particolare. Luca e Paolo hanno questa vena comica che è a due passi dalla satira più cinica, mai politicamente troppo schierata perché la vera satira non ha una matrice politica ben definita: «Basta mettere un fiorentino a dir cazzate in tv e hai successo», con chiaro riferimento a Renzi. Qui anni fa avevano preso in giro Berlusconi e ora prendono in giro persino il neoeletto presidente della Repubblica: «Non mi divertivo così tanto dal discorso di Mattarella» hanno accennato tra gli applausi. Finora, piacciano o non piacciano, sono stati i comici più apprezzati al Festival assieme a un comico di rimando, ossia Rocco Tanica di Elio e le Storie Tese che nelle prime due serate ha divertito tutti con collegamenti dalla sala stampa.

Una serata sanremese di totale relax, con attimi di ferocia comica come quando Luca e Paolo hanno accennato a Emma («L'ho vista prima ma pensavo fosse la Clerici») o a Giletti post lite con Capanna («Giletti contro la casta, chi l'avrebbe mai detto») oppure infine a Raul Bova e al suo legame con la valletta Rocìo («Dicono che stia con un attore», «No sta con Raul Bova»). Colpo finale sulla De Filippi: «Per forza Amici non va in onda, c'è tutto il cast qui». Comicità spicciola con sprazzi efficaci. Però è stata una scossa in una serata non sempre efficace, che lasciato qualche imbarazzo quando Bianca Atzei ha cantato una indifendibile Ciao amore ciao di Luigi Tenco ma con Io che amo solo te interpretata dai Dear Jack ha avuto una scossa almeno per il pubblico adolescente. Le “cover” sono un terreno minato per chi non riesce a dare nuova personalità al brano che interpreta. Ad esempio Alex Britti con Io mi fermo qui si è perso già alla prima strofa: ma perché cercare brani così lontani dalla propria personalità? Per fortuna poi è arrivato Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, il Viperetta, per dare un senso alla serata: «Voglio una vita spericolata come nei miei film». Trionfo.

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