Tra illuminismo e intrighi di corte russi. Helen Mirren diventa Caterina la Grande

Quattro puntate su Sky Atlantic per riscoprire la forza e la fragilità di una regina

Potente, inarrestabile, colta ed illuminista in un enorme regno che non amava essere riformato. Ma anche disinibita e cinica, sia nel dare la morte che nella gestione degli amanti. A tratti persino testarda e capricciosa. Questa potrebbe essere la sintesi estrema del carattere di Caterina II di Russia (1729-1796), più nota come Caterina la Grande. Insomma tutte caratteristiche perfette per farne la protagonista ideale di una serie televisiva, soprattutto tenendo conto che il genere regine tira (The Crown, Victoria)...

E infatti ci ha pensato Sky assieme alla Hbo con una miniserie che, a partire da oggi, andrà in onda su Sky Atlantic alle 21 e 15. Per interpretare il complesso personaggio di Caterina hanno puntano niente di meno che sul premio Oscar (miglior attrice nel 2007) Helen Mirren e anche per il resto dei personaggi hanno messo assieme un cast notevole, a partire da Jason Clarke che interpreta Grigorij Aleksandrovich Potëmkin, amante e braccio militare di Caterina durante gran parte del regno.

La serie prende le mosse dopo il colpo di Stato che portò Caterina al potere. Caterina infatti non era russa. Era figlia di Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst, principe di Anhalt-Zerbst ed era arrivata alla corte russa sposando il futuro zar Pietro III. Pietro, che alternava debolezza politica, smanie militariste alla prussiana e poca comprensione delle dinamiche della corte, dimostrò subito di non essere adatto al trono. Caterina ne approfittò ed aiutata dal suo primo amante Grigorij Orlov (Richard Roxburgh nella serie) portò dalla sua parte la guardia imperiale e fece arrestare il marito. Lo fece rinchiudere in prigionia nella fortezza di Ropsa, ove l'ex zar morì poco dopo.

Era solo il primo ostacolo da superare per mantenere il potere. Ad esempio Caterina dovette affrontare anche la minaccia di Ivan VI (17401764), che era tenuto prigioniero presso Schlüsselburg, ma era un potenziale erede al trono. La prima puntata racconta in dettaglio il tentativo di fuga e colpo di Stato che costò la vita a Ivan (e non solo a lui).

Al netto di aver scelto di narrare la vita di Caterina solo a partire dal 1764, dettata probabilmente dal fatto che non era possibile ringiovanire troppo la Mirren che di anni ne ha 70, la trama è cesellata molto bene. Quanto all'interpretazione della protagonista: quasi tutta la critica l'ha trovata superlativa. Del resto aveva già dimostrato di saperci fare con i ruoli regali con l'interpretazione delle due regine Elisabetta, la Seconda in The Queen (con Oscar) e la Prima nella miniserie Elizabeth I. In questo caso riesce a dare alla monarca di tutte le Russie un grandissimo spessore psicologico, un portentoso miscuglio di forza di volontà riformatrice e di fragilità personale che sconfina anche nella meschinità.

Notevole anche l'impegno portato avanti per le ricostruzioni e i costumi. Le scene della festa mascherata a corte, giusto per fare un esempio sono meravigliose. Il risultato complessivo è un prodotto molto godibile senza nemmeno troppe forzature storiche. Per altro se vi facesse venire una passione per la storia russa bisogna ricordare che in libreria c'è anche Zarina, il romanzo di Ellen Alpsten (DeA Planeta) che racconta la storia di Caterina I (1684-1727), altra grande regina che arrivò al trono partendo da umilissime origini. Insomma alla mitologia pop delle grandi regine si sta per aggiungere un nuovo capitolo che guarda a Est e d'ora in poi sarà difficile pensare a una zarina senza vedere mentalmente il viso e i gesti iconici della Mirren.

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