"Da italiana d'America viaggio nel nostro paese per scoprirne la cucina"

La nipote di Dino e di Silvana Mangano è la star di "Bobby&Giada" su Discovery+

Giada De Laurentiis ha un cognome importante ma il suo mondo non è lo stesso del nonno Dino, che negli anni Settanta decise di intraprendere la strada di Hollywood dopo i suoi successi da produttore cinematografico in Italia. La carriera di Giada non ha nulla a che fare con il cinema. Ha invece due altre radici: il buon cibo e la televisione. Giada De Laurentiis è uno dei volti più conosciuti del canale tematico Food Network, dove ha debuttato una quindicina di anni fa con il programma Everyday Italian (con cui ha vinto anche un Emmy), ha scritto libri di cucina, ha un seguitissimo sito web di ricette ed è una personalità sui social network.

Ora, sulla piattaforma Discovery+ (ogni lunedì una puntata) conduce, insieme all'amico e collega Bobby Flay, Bobby&Giada, un viaggio enogastronomico nell'Italia del gusto.

Non è il primo appuntamento con la televisione italiana per la De Laurentiis ma è il primo viaggio nei suoi luoghi del cuore. Un viaggio che parte da Roma, la città dove è nata e dove ha vissuto i primi sette anni della sua vita, per poi trasferirsi insieme alla madre Veronica (primogenita di Silvana Mangano e Dino De Laurentiis) negli States. «Questa serie è un'esplorazione - dice -. È la comparazione dei modi differenti che abbiamo, Bobby ed io, di vedere l'Italia. Io sono nata qui e ho qui parte della mia famiglia: mia madre (che dopo qualche anno in America è tornata a vivere a Roma. ndr) e i miei cugini. Quindi ho una connessione con questi luoghi differente rispetto a quella di Bobby, che pure ha passato molto tempo in Italia. Questa serie nasce dal confronto, dai discorsi che facevamo fra cosa amavo io e cosa amava lui di Roma».

La prima puntata è dunque un viaggio fra la tradizione culinaria romana: il ristorante preferito di Giada, la gelateria di Bobby.

«Abbiamo girato lo show nel settembre del 2019, quindi poco prima della pandemia e quello che è successo dopo mi ha fatto apprezzare ancora di più il nostro gironzolare per le strade. Quel poter viaggiare senza restrizioni, incontrare gente e stringere mani. A pensarci oggi sono stati regali preziosi. Non vedo Bobby da un anno...».

Dopo l'esplorazione di Roma, dove i due incontreranno fra gli altri anche la mamma di Giada, Veronica, lo show si sposta in Toscana

«È il racconto delle differenze fra la vita di città, più veloce e frenetica e quella in campagna, dove il ritmo cambia totalmente. Il passo è molto più lento e tranquillo e anche il cibo è differente. Avremmo voluto esplorare altri luoghi, andare sulla costa, ma non abbiamo avuto tempo, forse lo faremo in futuro».

Certo non si doveva mettere di mezzo una pandemia.

«Ma già quello che abbiamo fatto è stato molto divertente e insegna molto sulla diversità del cibo in Italia, da regione a regione, da città in città. Non puoi mangiare a Roma la stessa pizza che mangi a Napoli, credo che questa sia una cosa che gli americani ancora non hanno ancora capito».

La passione per il cibo di Giada non è partita dal nulla. Ha tradizioni famigliari radicate.

«Mio nonno Dino era il figlio di un pastaio di Torre Annunziata. Prima della Seconda Guerra Mondiale mio nonno vendeva la pasta fatta da suo padre. Poi, con la guerra, il mio bisnonno perse il pastificio e mio nonno Dino decise di provare con il cinema. Voleva diventare un attore ma era troppo piccolo e non abbastanza bello, e così usò le sue qualità di venditore di pasta per produrre film».

Il resto della storia professionale di nonno Dino è nota. Quello che forse è meno noto è che il cibo, l'amore per la pasta, sono rimasti indissolubilmente incastonati nella tradizione famigliare.

«Per quanto amasse il cinema mio nonno Dino amava prima il cibo. Io ho imparato a fare la pasta da lui, a sei anni, era in nostro modo di stare in famiglia, il nostro modo di capire chi eravamo. Quando ti trasferisci in un altro paese il rischio di perdere le radici è concreto».

Anche la figlia di Giada, Jade, ha iniziato presto a cucinare.

«Per tanto tempo siamo state una bella coppia in cucina, ora però ha dodici anni e come tutte le preadolescenti ha altri interessi...».

Anche l'America ha molto da insegnare, anche in fatto di cibo.

«L'America è un enorme crogiuolo di persone, culture, tradizioni da tutto il mondo. Chiunque venga in questo paese porta le sue tradizioni culinarie ma poi le adatta, creando una cucina diversa che è molto affascinante e che forse gli italiani non conoscono e apprezzano. L'America non è solo McDonald e c'è un'ottima cucina regionale da scoprire, esattamente come c'è in Italia».

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