Luna Berlusconi si racconta: "In Spagna mi gioco tutto"

Produttrice tv con la sua DueB Produzioni: "È il mio primo prime time, il primo studio televisivo all'estero, non parlo lo spagnolo e ci saranno gli animali. Insomma, mi piacciono le sfide facili"

Su Twitter è @lunaberlusconi. Su Instagram è lunaberlusconi75. Su Facebook è Luna Berlusconi. 
Una vita social, nonostante il cognome che di certo non passa inosservato.

Eppure, la ribelle, l’anticonformista, come molti preferiscono definirla, sfida il pregiudizio. Anche a colpi di selfie e citazioni, se necessario. Del resto, avere un cognome che, nel bene o nel male, è legato agli ultimi trent’anni della storia politica del nostro Paese, non è per forza un marmoreo peccato originale inespiabile. 
Luna Roberta Berlusconi, figlia di Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, e della deputata di Forza Italia Mariella Bocciardo. Nipote preferita del Cavaliere. Il sorriso, che di certo non le manca, evidentemente, è un’eredità genetica. Come la spigliatezza, l’egocentrismo ed il fascino. 


Basta scrivere il suo nome su Google per visualizzare le ricerche più frequenti: matrimonio, biografia, Twitter, marito. Perché le persone sono così interessate alla sua vita privata rispetto a quella professionale?

"È la domanda che mi faccio anch’io, visto che non sono un personaggio pubblico. Non sono né una presentatrice, né un’attrice. Al di là del gossip c’è la mia vita professionale su cui ho sempre puntato. Ma, evidentemente, alle persone interessa di più il bacio o lo scoop sui settimanali."

Quali vorrebbe che fossero le ricerche più frequenti legate al suo nome?

"A me interessa uscire come imprenditrice, anzi, ora più che mai, come produttore. Perché da tre anni sto investendo moltissimo nella mia società, e non parlo solo di soldi visto che l’azienda (la DueB Produzioni ndr) è nata con pochissimi investimenti, ma di impegno, sudore e costanza, ogni giorno alla ricerca delle persone giuste. Certo, ben venga che si parli di me anche nel gossip, spero solo che il mio lavoro diventi più interessante della mia vita personale o familiare. Ma ci vorrà del tempo…"

Guarda la tv?

"Guardo moltissima tv. Adoro la televisione. Nasco come spettatrice."

Cosa preferisce?

"Guardo tutto: serie tv, programmi di intrattenimento, talk show che, però, ora amo un po’ meno."

Perché?

"Sono troppo urlati e volgari. Molti talk show sono morti perché abbiamo urlato troppo. Si sono concentrati troppo sui problemi politici e sul politico in senso stretto, dimenticando aspetti dell’attualità e della cronaca molto più importanti. Bisogna raccontare anche le cose belle, quello che va bene e funziona."

Un esempio?

"Beh, sicuramente il talk show che preferisco è Virus di Nicola Porro perché racconta la realtà in modo oggettivo, facendo del vero giornalismo, senza, però, dover per forza urlare. Nel programma di Porro c’è anche del bello, c’è l’arte, vedi l’angolo di Vittorio Sgarbi, oppure le interviste ad imprenditori di successo che ce l’hanno fatta."

Insomma, tira acqua al suo mulino?

"Sì, sicuramente l’ho seguito perché è un nostro giornalista (Luna Berlusconi è consigliera d’amministrazione delle società editrice de Il Giornale ndr) e lo stimo molto professionalmente. Poi, però, mi ha anche molto affascinata: oltre ad essere un ottimo professionista, Nicola sa stare benissimo in tv ed è molto abile nel mediare pur rimanendo pungente ed ironico. Ma non urla e non fa urlare, questa è la dote migliore di un presentatore."

Quindi bisogna urlare meno e pensare positivo? Anche in televisione?

"Gli italiani hanno bisogni di emozionarsi. Hanno bisogno di positività. E credo che portare delle storie positive nei talk show, li aiuterebbe anche in termini di share."

Su quali programmi tv metterebbe il nero tassativo?

"L’avrei messo su L’Isola dei Famosi. Ma ho cambiato idea. Quest’anno c’è stato il passaggio da Rai a Mediaset e devo dire che all’inizio ero molto scettica perché è un programma visto e rivisto. E poi l’ho sempre trovato molto volgare e volutamente trash. Eppure, ho deciso di seguirla e riconosco che Mediaset è riuscita a raccontare anche qualcosa di diverso, pensi che alla finale mi sono addirittura emozionata. Sono venuti fuori gli aspetti umani dei concorrenti e valori importanti come il confronto, la famiglia, l’amore per la propria compagna. Quindi quel no, non lo darei più."

Poi?

"Non credo sia giusto mettere un no assoluto su un programma perché se è in onda vuol dire che a qualcuno piace…"

Bando alla diplomazia: Ballarò o DiMartedì, chi merita il nero tassativo?

"Devono esserci dei nemici a tutti i costi? (ride) DiMartedì, forse. Ma non perché sia poco valido, semplicemente l’ho guardato un paio di volte e mi ha annoiata. Un altro no per Forte Forte Forte, non mi è piaciuto. Gli altri li salvo tutti."

Della nuova Rai di Matteo Renzi che ne pensa?

"Preferisco osservare prima di dare giudizi. Preferisco valutare e rispondere a questa domanda tra un annetto."

Visto che è un’appassionata di serie tv, sta seguendo 1992, la serie su Tangentopoli?

"L’ho registrata ma non sono ancora riuscita a vederla."

Però avrà letto qualche critica, è un prodotto che la riguarda da vicino?

"Forse è per questo che non l’ho ancora vista. Forse il mio inconscio mi sta dicendo: non guardarla, registrala e vedila tra qualche anno."

L’intervista alle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi è stata un po’ un battesimo del fuoco, per la prima volta Luna Berlusconi si raccontava in un salotto televisivo. Ride e fa una smorfia. Non è stato così?

"Sorrido perché sul fatto che mi abbia fatto raccontare, ho dei dubbi. La Bignardi è stata molto carina con me ma i presupposti e gli accordi dell’intervista erano un po’ diversi."

Cioè?

"Qualche giorno prima del programma, mio zio, Silvio Berlusconi, si era ricandidato. Di conseguenza, l’indirizzo dell’intervista è notevolmente cambiato. Ho raccontato molto la mia famiglia, ma, di certo, mi sono raccontata meno di quanto avrei voluto. Bah, credo che sia stata perso un’opportunità…"

Eppure, dopo quell’intervista Gregorio Paolini, autore e produttore tv, scrisse: "Comunque questa Luna Berlusconi c’ha le palle #chapeau".

"Evidentemente qualcosa di me è passato. Qualcuno, dopo la puntata delle Invasioni Barbariche, mi ha addirittura elette nuova icona dei radical chic."

Sarebbe il colmo dei colmi…

"Ma guardi che paradossalmente ho più appeal sulle persone di sinistra. Sarà che mi hanno sempre dipinta come la ribelle di famiglia, tatuata, che fa cultura. Sicuramente sul piano lavorativo mi sono staccata dalla mia famiglia, ho puntato tutto sulle mie forze e mi sono presa degli spazi per raccontarmi… spazi che i miei cugini, purtroppo, per i ruoli che ricoprono non hanno. 
Si figuri che i miei collaboratori sono quasi tutti di sinistra, ma proprio comunisti veri..."

Ma komunisti con la 'k'?

"Sì, sì, con la k. Ed andiamo d’accordissimo. Questo perché prima delle idee politiche, ci deve essere sempre il rapporto umano."

Tanti progetti per la sua DueB: si parla di un prime time per il canale spagnolo Telecinco, Bella più di prima arrivato alla terza stagione che andrà in onda su La5 e un nuovo format sul fenomeno molto discusso (e criticato) sui social dei prediciottesimi. Parecchia carne al fuoco, insomma.

"In questo momento stiamo girando le otto puntate di Bella più di Prima, che andrà in onda a fine settembre sempre su La5. Poi c’è questo nuovo format che amo: Il Boss dei Prediciottesimi. Col genere del docu-reality ho iniziato, lo sento e l’ho fatto mio. Vorrei raccontare questo fenomeno diffuso e ferocemente criticato ma senza esasperarlo o ridicolizzarlo. Mi piacerebbe andare al di là dei semplici video, far vedere cosa c’è dietro, puntando sulla storia di questi ragazzi e delle loro famiglie. Per alcuni dei giovani che abbiamo conosciuto, quei video sono un momento molto importante, magari l’unico in cui riescono a sentirsi belli, amati, al centro dell’attenzione. La mia è una sorte di missione contro il pregiudizio. Forse perché a causa del mio cognome l’ho sempre subito."

E del prime time?

"Sono felicissima perché è il mio primo prime time. Si tratta di un talent sugli animali, una vera sfida e una grande opportunità di business. Nessuno ha mai fatto un talent sugli animali..."

Beh, non è facile pensare ad un format del genere con protagonisti gli animali.

Per questo forse nessuno l'ha mai fatto. È il mio primo prime time, il primo studio televisivo all'estero, non parlo lo spagnolo e ci saranno gli animali. Insomma, sarà una sfida difficile. Ma ho voglia di dimostrare che ce la posso fare e che non sono "inesperta".

A chi deve dimostrarlo?

"Tempo fa sono uscite delle notizie che parlavano di una mia esclusione, dopo la presentazione di un format per La7, perché troppo inesperta. In realtà, non è così..."

Si spieghi meglio

"Avevo proposto un programma per la prima serata di La7 sulla giustizia con Salvo Sottile alla conduzione. Ed è piaciuto tantissimo all'amministratore delegato. Poi si sono diffuse delle notizie, visto che le grandi produzioni si stanno litigando il prime time della rete di Urbano Cairo, sulla mia esclusione. Ma sono solo delle malelingue, secondo me. La7 è ancora aperta a valutare la mia proposta, infatti dovremmo avere una riunione nei prossimi giorni." Anche per questo, voglio dimostrare che non sono affatto inesperta e spero che il prime time di Telecinco sarà un successo. Portare in scena le esibizioni di otto animali a puntata raccontando il rapporto con i loro padroni, non è certo facile.

Perché andare fino in Spagna? Non ha provato a portare i suoi programmi sulle reti generaliste di Mediaset?

"(Risata) Vado tutti i giorni in Mediaset a proporre i miei format. Però..."

Però? Non gioca "in casa"?

"Bisognerebbe chiederlo ai direttori di rete. Io sono convinta che format come Bella più di prima possano funzionare benissimo sulla televisione generalista. Forse, infatti, le repliche di questa terza edizione andranno in onda anche su Canale 5. Però devo dire che Mediaset si sta trasformando ed ha recepito anche il valore di questi “piccoli” prodotti. In questo Marco Costa, attuale direttore dei canali tematici, è molto in gamba e sta dando un'impronta editoriale molto valida."

Un prime time come Amici è una certezza granitica per Mediaset, lei lo guarda?Cosa pensa di Maria De Filippi e della sua consacrazione come regina della tv?

"Certo che lo guardo, piace anche tanto a mia figlia. Maria De Filippi è riuscita a creare un talent meritocratico, ha messo dei ragazzini in tuta e scarpe da ginnastica a cantare e ballare. E il talento vero esce. Lei è bravissima ed ha il suo pubblico. Non l'ho mai conosciuta ma credo sia così come la vediamo sia che le telecamere siano accese che spente e poi, porta in tv storie che emozionano."

E di Barbara D'Urso cosa pensa? Sa che è al centro di una polemica che si è allargata anche all'Ordine dei Giornalisti per il suo modo di fare la cosiddetta "televisione del dolore".

"Credo che la D' Urso paghi lo scotto di chi arriva veramente alla vetta della popolarità. Ma è bravissima e sa fare televisione. Sfido chiunque a mantenere tutti i santi giorni i suoi risultati. Poi può piacere o non piacere, ma è un pilastro della televisione italiana. Col niente, è capace di farti tre ore di diretta."

Ora il tasto dolente. Ha festeggiato l'assoluzione di suo zio, Silvio Berlusconi, nel processo Ruby?

"Certo che l'ho festeggiata. Ero felicissima, ma ancora di più quella in Appello perché era inaspettata. Mi ricordo che me lo hanno detto e sono scoppiata a piangere a tavola davanti ai miei collaboratori (di sinistra ndr) che non hanno proprio condiviso la mia gioia."

Ma la politica non le è mai interessata?

"All'inizio sì, mi piaceva molto la politica. Adesso mi ha stancata. Ora che sono un imprenditore, guardo altre cose ed ho delle responsabilità verso la mia squadra che devo pagare tutti i mesi. Ora, per me, vale chi fa le cose, chi aiuta le imprese, voglio vedere dei risultati ed anch'io mi aspetto delle cose da chi ci governa."

Cosa pensa della situazione di Forza Italia?

"Forza Italia è un partito che cerca un leader che però non ci può essere, perché solo Silvio Berlusconi è il vero leader. Il partito è in un periodo di transizione, molto difficile, ma io lo guardo da fuori perché mi sto staccando, ma non da Forza Italia, ma dalla politica in generale."

Crede che questa sua disaffezione nei confronti dello scontro politico, sia un sentimento condiviso da gran parte del Paese?

"Credo di sì. La gente è stanca e cova un malessere davvero profondo. Quando mi capita di sentire nei talk show le storie di imprese che vanno bene ma chiudono perché lo Stato non paga i debiti che ha, beh, mi incavolo parecchio. Non so come si evolveranno le cose, ma spero che Renzi riesca a fare un buon lavoro. Questo non vuol dire che io sia renziana, sia chiaro. Ribelle sì, ma non fino a questo punto." Risata.

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