Il manuale anticellulite batte perfino saggisti e politici

Il mantra più recitato durante la prima fase di pandemia del Covid-19 è stato che quest'evento ci avrebbe portato a nuove riflessioni sul mondo. Di come sia andata questa grande svolta di autocoscienza collettiva forse ci dicono qualcosa le classifiche librarie registrate da Nielsen e pubblicate questa settimana e relative al periodo 24-30 maggio. La gente con l'allentarsi del lockdown si è fiondata in libreria e i numeri di vendita sono tornati quasi normali. Su cosa si è catapultata? Sulla riedizione economica di romanzo da Nobel come Cecità di José Saramago? Non tanto, ha venduto nel periodo indicato mille e novantanove copie. Su qualche saggio che spiega la pandemia? Spillover. L'evoluzione delle pandemie di David Quammen di cui hanno parlato tutti i giornali vende qualcosina in più di 2mila e 200 copie. Ilaria Capua con Il dopo. Il virus che ci ha costretto a cambiare mappa mentale, nonostante sia una delle virologhe più intervistate del Paese, si ferma a 2mila e settecentocinque. Nessuno dei due riesce nemmeno a entrare nella top ten delle vendite.

E allora cos'è che rende di nuovo veramente pingue la classifica? Cosa c'è in vetta ai desideri librari degli italiani? No, è inutile che speriate male, non è tornato un bel pornacchietto in salsa le Cinquanta sfumature di Covid con delle mascherine un po' sadomaso. Il titolo del momento è Guida cinica alla cellulite (Mondadori) che vende ben 6mila e ottocentonovantotto copie. In questo agile volumetto Cristina Fogazzi e Enrico Motta raccontano alle lettrici tutto quello che c'è da sapere su questo inestetismo - non entreremo qui nell'annoso dibattito se vada considerato o no una malattia - per dare alle donne «gli strumenti per muoversi in un mondo farcito di slogan accattivanti e leggende metropolitane».

Ci sono riusciti così bene da scattare immediatamente al vertice di una classifica pronta alla prova costume. Ecco allora che tutto risulta chiaro. Bloccati a casa per settimane a stroncare il divano con il nostro peso crescente in cima ai pensieri di tutti è finito più il tornare in forma che il salvare il mondo. E soprattutto per le signore la zona cosce è diventata una questione capitale, lo so ben io che sono tornato dalla farmacia con la crema sbagliata per mia moglie e ne ho sentite (del resto del prodotto giusto mi aveva fin girato la foto mannaggia).

E quindi non se la prendano quelli che hanno giocato la carta del futuro e hanno cercato di trasformarsi in ermeneuti del presente. Non se la prenda Massimo D'Alema se il suo Grande è la confusione sotto il cielo. Riflessioni sulla crisi dell'ordine mondiale vende solo ottocento e novantotto copie. La confusione sarà grande ma lo è anche la diffusione della pelle a buccia d'arancia. Non se la prenda il colto Roberto Calasso se il suo Come ordinare una biblioteca vende poco più di novecento copie. I libri in disordine non ti mettono a disagio in spiaggia. Il Covid-19 ci ha lasciati quelli di prima. Solo coi glutei meno tonici.

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