Il meglio del pop italiano per la "Musica che unisce"

Stasera su Rai1 esibizioni inedite di cantanti e attori. Obiettivo: raccogliere fondi contro il virus

Niente protagonismi, stavolta sono tutti insieme. Contro il Coronavirus. Ed è perciò che l'evento di stasera su Rai1 (ma non solo, come vedremo) si chiama Musica che unisce, andrà in onda subito dopo il Tg1 e raccoglie nello stesso programma una delle più grandi quantità di cantanti che la storia italiana ricordi. Ben 27. In più ci saranno l'intervento di tanti attori e i messaggi di eroi dello sport come Valentino Rossi, Bebe Vio, Federica Pellegrini, Andrea Dovizioso, Federica Brignone, Gregorio Paltrinieri e Roberta Vinci. Insomma il pantheon del nostro intrattenimento. Dalla A di Alessandra Amoroso alla Z di Luca Zingaretti passando per Bocelli, Cremonini, Brunori Sas, Ferro, Diodato, Turci, Elisa, Emma, Ermal Meta, Pinguini Tattici Nucleari, Levante, Masini, Einaudi, Gazzelle, D'Alessio, Michielin, Fedez, Mahmood, Cocciante, Mengoni, Negramaro, Paradiso, Il Volo e Maneskin. In sostanza, a parte alcune eccezioni (i cantautori storici, Celentano, tutto il trap e pochi altri) la musica leggera popolare si compatta per una sera con l'obiettivo di raccogliere fondi per la Protezione Civile che, giorno dopo giorno, combatte sul campo il Coronavirus. Un'idea che, grazie anche all'intuizione e alle capacità organizzative di Marta Donà (tra l'altro nell'imminenza di un lieto evento...) è diventata realtà in pochissimi giorni. Naturalmente tutte le esibizioni sono a distanza. La «voce narrante» sarà quella di Vincenzo Mollica, sarà lui che farà il filo conduttore di quello che si preannuncia come un evento unico. E lo è anche per le modalità di trasmissione visto che non va in onda soltanto su Rai1 e, in simulcast, su Radio2, senza interruzioni pubblicitarie ma sarà disponibile per la condivisione online su tutti i media. E la scaletta rappresenta per intero l'idea di «evento unico». Ad esempio i Negramaro dividono lo schermo in sei parti e si riuniscono per suonare. Bocelli fa «un tuffo nel passato». D'Alessio fa un medley al piano dei suoi successi e riprende il tema de La vita è bella di Piovani. Poi ci saranno Tiziano Ferro (che è a Los Angeles) che canta i propri brani ma pure una versione inedita di Almeno tu nell'Universo, Fedez che si riunisce con Francesca MIchielin, Diodato che canta prima con Giuliano Sangiorgi e poi da solo, Gabbani che fa un medley di alcuni suoi pezzi strafamosi e Riccardo Cocciante che interpreta anche Tu Italia al pianoforte. Infine c'è Mengoni che prima canta piano e voce e poi, insieme con i suoi coristi, si lancia in classici come What the world needs now e A change is gonna come. Il tutto mentre Mollica ricamerà negli spazi vuoti e Raffaele e Bolle faranno un ironico balletto virtuale, Cortellesi e Favino improvviseranno in coppia, Gigi Proietti reciterà il testo di Viva l'Italia di De Gregori e Zingaretti farà un monologo, inedito e scritto da lui, invitando a donare alla Protezione Civile. Naturalmente ci saranno anche l'intervento del professor Walter Ricciardi e, tra gli altri, del prof Giovanni Rezza dell'Istituto Superiore di Sanità. L'obiettivo, come si capisce, è quello di sensibilizzare ulteriormente la platea sul momento disastroso che stiamo vivendo. Ma la volontà è di farlo senza drammatizzare, senza scadere nel pietismo o nella lacrima a tutti i costi. Dopotutto la musica è capace di essere colonna sonora anche dei momenti difficili. Lo ha dimostrato in passato e lo sta dimostrando per fortuna anche stavolta. Quindi non ci saranno personalismi e neppure passaggi promozionali. Stasera su Rai1 andrà in onda uno spettacolo al netto di interruzioni pubblicitarie ma anche di protagonismi di convenienza. Ogni artista da solo (o in duetto a distanza) con l'unico obiettivo di intrattenere e raccogliere qualche soldino in più per la Protezione Civile. Anche per questo la condivisione è massima. La serata sarà su tutte le piattaforme Rai, da RaipPlay ai canali YouTube e Facebook. E sarà in onda anche su Radio Italia Solomusicaitaliana. Come è accaduto in altre occasioni (ovviamente gravi ma molto meno drammatiche) i cantanti fanno ciò che spesso è toccato loro di fare: intrattenere un popolo ferito, provare a mettere tra parentesi per qualche istante l'angoscia e il dolore di questi giorni. In fondo, quello di lenire il dolore è il lato migliore e più nobile dell'arte.

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