Cultura e Spettacoli

"Dal mio tinello farò un grande show tra antichità televisive e le novità del web"

L'artista su Rai2 con "Striminzitic". "Ho aperto i miei sterminati archivi"

"Dal mio tinello farò un grande show tra antichità televisive e le novità del web"

«Con i miei 83 anni sono, insieme a Pippo Baudo, il più vecchio conduttore Rai, solo che io non l'ho mai tradita e quindi mi sento un po' il nonno della tv generalista».

Scherza sempre Renzo Arbore e non perde la voglia di provocare (simpaticamente e garbatamente, come è suo uso) e di lanciare nuove sfide. Debutterà infatti oggi, su Raidue, il suo nuovo programma dallo strano titolo Striminzitic Show, che partirà con una puntata speciale in prima serata per poi trasferirsi, per venti puntate, nella seconda serata di Raidue.

Come mai questo titolo così strano?

«Perché è un programma che si volge in casa mia, in uno spazio piccolo, con due cameraman, il regista Luca Nannini e il mio sodale Gegè Telesforo. Dovremo stare a debita distanza e con la mascherina, quindi mi è parso il titolo più adatto. Anche se sono importanti i sottotitoli».

Cioè?

«Il primo è Renzo Arbore and Friends, il secondo Non è quelli della notte, visto che tutti si aspettano sempre la rinascita di quel fortunato format».

In cosa consiste la trasmissione?

«Sarà una rassegna di cose curiose, divertenti e toccanti di tutto ciò che si trova nei miei sterminati archivi. Vedremo spezzoni dei miei programmi, ma soprattutto cose poco note o dimenticate e poi tante cose che ho trovato in rete. Io nonostante l'età, sono un patito di Internet, navigo tutto il giorno, non capisco perché ci sia questa retorica di parlar male della tecnologia. Quindi vedremo anche personaggi che ho scoperto in rete come una band di ingegneri napoletani bravissimi nel reinterpretare la tradizione o un doppiatore formidabile che fa tutti i personaggi. Insomma personaggi originali, gente comune accanto a coloro che mi hanno sempre affiancato e ai nostri cavalli di battaglia».

Quindi un programma tra presente e passato?

«Sì, tra novità e antichità. Ho un archivio sterminato e mi piace portarlo davanti alle telecamere. Ho recuperato Maurizio Ferrini, che faceva molto ridere ma è stato presto dimenticato, e anche tanto materiale inedito dell'Orchestra Italiana. L'ho fondata nel 1991 e teneva almeno 50 concerti l'anno, così ho 1500 spettacoli di jazz e canzoni napoletane tenuti in giro per il mondo, dal Giappone alla Russia. Ecco Striminzitic Show è tutto questo. Le dò una anticipazione. Nella prima puntata farò vedere un raro filmato in cui Enzo Jannacci canta O mia bela Madunina in Piazza Duomo. Sembra strano, ma io che sono un terrone ho sempre amato la Milano di Enzo così come l'ha amata un piemontese doc come Paolo Conte».

Come ha vissuto la quarantena?

«Con preoccupazione ma per fortuna ho lavorato tanto. Sulla mia tv Arbore Channel Tv via web ho lanciato il programma 50 sorrisi da Napoli con sketch di Carosone, Totò, i De Filippo, Troisi e tanti altri, che raggiungevano milioni di visualizzazioni. La parodia di Quelli della notte è arrivata persino a un milione. Per me un grande successo».

Come vede il futuro?

«Ho inventato tanti format per la Rai e spero che questo non sia l'ultimo. Bisogna sempre coltivare le proprie passioni. Il lavoro è l'unico modo di superare il dolore di quando perdi amici fedelissimi e io ne ho persi tanti, da Mariangela Melato a De Crescenzo, da Pazzaglia a Roberto Gervaso, che mi onorava dell'amicizia e con cui parlavo a lungo».

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