Morandi: "La trap? Uno tsunami come i cantautori negli anni settanta"

Dalle pagine del quotidiano Libero, Gianni Morandi parla del figlio trapper e fa una riflessione sulla musica di oggi: "Uno tsunami come lo furono i cantautori negli anni settanta"

Gianni Morandi, in attesa di tornare sugli schermi di Canale 5 con la terza stagione de L'Isola di Pietro, non dimentica il suo primo amore e, intervistato da Libero, dice la sua sulla musica del momento.

Nell'intervista viene chiesto a Morandi se suo figlio Pietro, che fa il trapper, gli abbia mai chiesto dei consigli. Il cantante di Monghidoro è categorico: "Lui non mi aveva mai detto niente ed è già un anno che va avanti. È pure partito per una tournée... Non mi chiede assolutamente consigli, figuriamoci". "Quando provo a dire qualcosa, cambia discorso", aggiunge quasi sconsolato.

La domanda sul figlio è l'occasione per allargare la riflessione alla musica di oggi. Gianni Morandi si mostra bendisposto nei confronti delle nuove mode musicali e dei giovani artisti: "Tutti questi ragazzi che non hanno bisogno di giornali o di televisioni, fanno tutto sui social e riempiono i Palasport e i locali".

Ma non solo, Gianni si lancia anche in un paragone che potrebbe sembrare esagerato per molti e addirittura sacrilego per i puristi della canzone italiana: "C'è uno tsunami in atto nella musica. È un po' come agli inizi degli anni 70 quando sono arrivati i cantautori e hanno portato una ventata di novità".

L'amatissimo cantante spiega meglio il concetto: "Erano i vari De Gregori, Venditti, Branduardi, tutti giovani che poi hanno dato una svolta a tutta la musica. Poi c'erano anche i grandi classici come Baglioni e Battisti". "Questo è un momento un po' così, sta cambiando tutto", ammette con apprezzabile obiettività Gianni, che non si limita a difendere egoisticamente la "vecchia guardia" ma analizza con lucidità il nuovo scenario.

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