Morto Alberto Arbasino, uno degli ultimi "grandi vecchi d'Italia"

A 90 anni si è spento Alberto Arbasino, uno degli ultimi grandi esponenti della cultura italiana del Novecento, autore del capolavoro Fratelli d'Italia

All'età di 90 anni si è spento Alberto Arbasino. Scrittore, giornalista, poeta e critico, sia teatrale che politico, ha raccontato i cambiamenti del Paese fin dagli anni Cinquanta attraverso i suoi scritti, pezzi di storia d'Italia messi nero su bianco da una penna arguta e da una mente illuminata. È stato uno degli interpreti più autorevoli e perspicaci della cultura moderna e contemporanea. Si è spento a causa di una lunga malattia contro la quale ha combattuto prima di arrendersi ieri, domenica 22 marzo. È stata la famiglia ad annunciarne la dipartita "serena."

I suoi racconti del Paese non erano mai banali. Alberto Arbasino ha sempre cercato di cogliere l'elemento di rottura in ogni storia, ha provato a cambiare il punto di osservazione per proporre ai suoi lettori qualcosa di nuovo, magari anche un fatto già noto ma visto da un'altra angolazione. È stato uno dei narratori più anticonformisti che l'Italia abbia avito dal secondo dopo guerra, che dalle colonne de L'Espresso e di Repubblica ha ritratto l'Italia dal suo lato più disincantato e disilluso ma comunque speranzoso e, soprattutto, dissacrante e ironico. È stato uno dei protagonisti del Gruppo 63, uno dei movimenti letterari più prolifici che abbia mai avuto il nostro Paese, fondato nel 1963 a Palermo. Oltre ad Alberto Arbasino, ne hanno fatto parte anche Umberto Eco, Corrado Costa, Alberto Gozzi, Furio Colombo ed Edoardo Sanguineti, tra gli altri.

Alberto Arbasino ha compiuto 90 anni lo scorso gennaio e, come scritto da Paolo Mauri in occasione del suo compleanno, era entrato nell'esclusivo club dei "vecchi d'Italia." È stato uno degli ultimi grandi vecchi, forse l'ultimo esponente del movimento culturale italiano del Novecento. Si è spento a meno di un anno di distanza da un altro grande illustre uomo di cultura come Andrea Camilleri, scomparso lo scorso luglio. Alberto Arbasino verrà ricordato per la sua produzione letteraria di grandissimo spessore, che annovera tra i suoi capolavori il romanzo Fratelli d'Italia, scritto nel 1963 ma riscritto successivamente in due nuove versioni nel 1967 e nel 1991. Fu un romanzo coraggioso incentrato sulle vicende di una coppia omosessuale in viaggio per l'Italia e l'Europa negli anni Sessanta.

Lo humor di Alberto Arbasino non era per tutti. Talvolta era nosense, seppure permeato di una profondissima lucidità e capacità di analisi critica di ogni situazione. Non è stato uno dei tanti, Alberto Arbasino è stato uno dei più grandi a raccontare il Paese senza mai prenderlo troppo sul serio.

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