Dalla musica alla fotografia Italia patria della cultura in tv

Documentari tradizionali come «Sette meraviglie» ed esperimenti su letteratura e altri aspetti della creatività. Ecco cosa vedremo...

nostro inviato a Padova

Il fiore all'occhiello cresce e varca i confini a nord, con la Germania e la Gran Bretagna. Sky Arte diventa Sky Arts Production Hub, punto di riferimento dei canali culturali dell'emittente di Rupert Murdoch in Europa. «Il gruppo ha riconosciuto l'originalità della formula italiana», spiega Andrea Scrosati, vicepresidente programmi di Sky Italia. «Fin dall'inizio, con il direttore Roberto Pisoni, abbiamo scelto di raccontare l'arte non in modo statico, ma per la sua capacità di rendere uniche le vite e le emozioni di chi la fa e di chi la fruisce. Questo spiega l'esistenza di programmi come Ogni volta Vasco o Ron Wood Show che non avrebbero spazio in una visione tradizionale dell'arte. La decisione di collocare a Milano il centro produttivo europeo è motivo di soddisfazione e responsabilità allo stesso tempo. In tre anni saranno stanziati 18 milioni per nuovi progetti e nuove realizzazioni che, sommati agli investimenti già previsti dalla rete, arrivano a 35 milioni totali».

Il riconoscimento e la fiducia conquistata stimolano ad un maggiore impegno. L'altra sera nella Cappella degli Scrovegni di Padova, Pisoni e Mario Paloschi di Ballandi Arts, hanno presentato il secondo ciclo di Sette meraviglie , il programma sui siti italiani protetti dall'Unesco premiato dalla critica e dal pubblico. «È tra le nostre produzioni più seguite», ha premesso Pisoni. «Qualche giorno fa la replica su Pompei della prima serie ha fatto gli stessi identici ascolti della prima volta». Dopo il Colosseo, la Reggia di Caserta, la Torre di Pisa del primo ciclo, nella nuova serie (da martedì alle 21,10), oltre alla Cappella dipinta da Giotto, si visiteranno I sassi di Matera (prima puntata), il Palazzo Ducale di Urbino, i Mosaici di Ravenna, la Basilica di San Marco a Venezia, la Pentapoli di Siracusa e il Cenacolo vinciano a Milano. « Sette meraviglie è il prodotto più tradizionale che abbiamo realizzato - osserva Pisoni -. Quando qualche tempo fa ci siamo messi a riflettere con i creativi della Ballandi Arts su come raccontare storie e luoghi esemplari del nostro Paese abbiamo deciso di privilegiare il desiderio di contemplazione attraverso un racconto quasi radiofonico». Uno stile condensato nelle parole dell'incipit di ogni puntata: «Fermiamoci a guardare». La terza serie, già in preparazione, che comprenderà Siena, Assisi, la Reggia di Venaria, l'Appia Antica, andrà in onda nel maggio 2016. Ma prima di allora Sky Arte ha in programma Sky Arts Photography Prize , prima produzione internazionale dello Sky Arts Production Hub. Il talent metterà alla prova i partecipanti in diversi contesti e ambienti – dalla fotografia sportiva al nudo, dal reportage al wildlife, dal ritratto all'autoritratto - per trovare il fotografo non professionista più versatile e bravo d'Europa che si aggiudicherà 150mila euro, il premio più alto mai assegnato in Europa. Poi arriverà un nuovo programma di libri. Si chiamerà Booklovers e racconterà un genere letterario legato a una città, citandone i maggiori rappresentanti, con interviste a scrittori e a lettori appassionati del genere in questione: dal noir a Milano al romanzo psicologico a Torino, da quello biografico a Genova alla fantascienza a Roma fino alla graphic novel a Mantova.

«Se da un lato - riprende Scrosati - per la sua vocazione e il suo patrimonio artistico la scelta dell'Italia poteva sembrare scontata, sono convinto che questa scelta sia motivata soprattutto dall'enorme professionalità che c'è nel nostro Paese in questo settore. In ultima analisi, quando si parla di televisione gli americani dicono is all about the content (il contenuto è l'unica cosa che conta). Questo vale anche per Sky Arte e quando il contenuto è credibile ci sono anche grandi marchi che scelgono di investirci come ad esempio Banca Intesa, generando un circolo virtuoso». Insieme al successo di Gomorra e dei talent, alla nuova produzione della serie sul Papa giovane di Sorrentino, la promozione di Sky Arte a livello europeo per lei è un altro punto d'arrivo: come scrivono molti giornali, ora è pronto per la direzione generale della Rai di Renzi. È così? «Un conto è la realtà e un altro conto è ciò che scrivono i giornali, soprattutto su questi temi. Poter rischiare investendo su innovazione, creatività e le persone migliori è la sfida professionale che mi interessa di più. A Sky posso farlo ogni giorno perché è parte del dna di questa azienda, quindi perché dovrei cambiare?».

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